“Il ritrovamento della fede”, l’opera dell’artista terlizzese Paolo d’Amato

Il ritrovamento della fede
Da quindici anni viene esposta nel Museo Diocesano di Molfetta
Sono trascorsi 15 anni dall’acquisizione, a cura del museo diocesano di Molfetta, dell’opera pittorica dell’artista terlizzese Paolo d’Amato “Il ritrovamento della fede”.
L’opera si inserisce nell’ ambito di una tradizione pittorica figurativa con chiari intenti narrativi e didascalici, una rappresentazione diretta e accessibile di un momento di epifania spirituale. L’ambientazione evoca un senso di pace e spiritualità rurale, con chiari riferimenti all’iconografia religiosa cristiana.
La figura del pastore, inginocchiato e con lo sguardo rivolto verso l’alto, è un archetipo biblico di devozione e guida spirituale. La Madonna con il Bambino, invece, è il simbolo centrale della fede cristiana e della maternità divina. Le pecore simboleggiano il gregge, i fedeli, mentre gli elementi naturali (l’albero solitario, le rovine sullo sfondo a sinistra), aggiungono un senso di permanenza. Il pastore inginocchiato, funge da fulcro visivo e narrativo grazie alla sua posizione: con lo sguardo rivolto verso l’alto, infatti, crea una chiara linea direzionale che conduce l’occhio dello spettatore alla visione mariana, rafforzando il tema della connessione tra il terreno e il divino.
La sua postura di umiltà e devozione è enfatizzata dalla presenza di un bastone, appoggiato al terreno, che non è solo un attrezzo del mestiere ma anche un potenziale simbolo di guida e sostegno. Sopra di lui, sospesa in una nuvola eterea, appare la Vergine Maria di Sovereto con il Bambino, un’iconografia classica che rimanda a visioni e interventi divini. La resa quasi fotografica e un po’ didascalica della figura sacra, in contrasto con la pittura più gestuale del resto della composizione, rafforza il contrasto tra il piano terreno da quello celeste.
L’opera è stata concepita anche con l’intento di rappresentare un momento di cambiamento psicosociale, tema molto caro all’artista. Il pastore, infatti, con il suo atteggiamento rappresenta un individuo che si conforma e si identifica con un sistema di credenze condiviso (il cristianesimo), credenza rafforzata dalla presenza spirituale della Madonna con il Bambino.
La stessa posa in ginocchio del pastore riflette una norma sociale e religiosa, un comportamento da intendersi non solo come un atto privato, ma anche un comportamento appreso e rinforzato all’interno della comunità religiosa di Terlizzi, in cui la fede funge da collante sociale, fornendo un senso di appartenenza e scopo condiviso.
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