Le olive valgono oro: nel nord barese la sicurezza nelle campagne è una priorità

Bitonto ha già disposto un piano. Corato, Ruvo e Terlizzi sono in attesa

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Nel Nord Barese la campagna olearia 2025-2026 si apre sotto il segno di un entusiasmo prudente. Le prime valutazioni parlano di una stagione dalle quotazioni record, con olive pagate oltre 130 euro al quintale, un valore in linea, se non superiore a quello dello scorso anno ed una produzione superiore di circa il 30% rispetto alla scorsa campagna olearia. La tenuta dei prezzi conferma la vitalità di un comparto che resta uno dei pilastri dell’economia agricola pugliese, ma riporta in primo piano anche un tema mai del tutto risolto: la sicurezza nelle campagne.

Il cosiddetto “oro verde” pugliese, oggi più che mai, è un bene prezioso da difendere. Il valore crescente del raccolto e la ripresa della produzione, dopo mesi difficili segnati da costi elevati e incertezze climatiche, accendono l’attenzione delle istituzioni e delle forze dell’ordine, chiamate a prevenire il rischio di furti di olive e mezzi agricoli, fenomeni che negli ultimi anni hanno colpito con maggiore frequenza l’area tra Bitonto, Corato, Ruvo e Terlizzi.

Bitonto è al momento l’unico Comune ad aver già predisposto un piano straordinario di sicurezza. Nei giorni scorsi, nella Sala degli Specchi di Palazzo di Città, il sindaco ha riunito forze dell’ordine, frantoiani, agricoltori, associazioni di categoria e guardie campestri per coordinare gli interventi in vista dell’avvio della raccolta. Dal confronto è emerso un piano dettagliato che prevede pattugliamenti congiunti tra Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia locale e Polizia metropolitana, l’attivazione di un numero di emergenza dedicato per le segnalazioni, controlli nei frantoi per monitorare la provenienza delle olive e, nei momenti di maggiore rischio, scorte per il trasporto dell’olio. L’obiettivo è garantire una presenza costante nelle aree più sensibili.

Negli altri centri dell’area – Corato, Ruvo e Terlizzi – la situazione resta per ora in una fase di attesa. Nonostante l’avvicinarsi della raccolta, non sono ancora state comunicate misure specifiche per la sicurezza, né convocati tavoli operativi analoghi a quello bitontino. Appare tuttavia chiara – come lo è stata lo scorso anno –  la necessità di pianificare rapidamente interventi coordinati, soprattutto nelle aree rurali più isolate, dove negli anni scorsi si sono concentrati i furti di olive e di mezzi.

Il timore, condiviso da molti operatori, è che l’assenza di presidi costanti possa spingere i malintenzionati a spostarsi verso i territori meno controllati. «Rischiamo di subire danni significativi non soltanto in termini economici ma anche alle piante», spiega un produttore di Corato. «Serve vigilanza, ma serve anche tempestività: la campagna è ormai alle porte».

Sul piano produttivo, l’annata si prospetta positiva. Le piogge settembrine hanno favorito la maturazione delle drupe, e la resa in olio si preannuncia buona. La qualità, secondo i tecnici del settore, sarà alta e l’olio extravergine del Nord Barese potrà consolidare la sua presenza nei mercati nazionali e internazionali.

In un contesto in cui l’oliva torna a valere come oro, la sicurezza diventa il presupposto per la serenità degli agricoltori e la tutela dell’intero comparto.

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Commenti

  • Giuseppe (utente non verificato)

    La soluzione per i produttori e frantoiani è creare un consorzio con la vigilanza privata di pattugliamento e scorta ai mezzi. Le FF.OO. devono essere impegnate a presidio della città