Da organo collegiale a giudice unico: scintille in Comune sulla gestione delle sanzioni ai dipendenti

Francesco Barione

Barione: «Prevedo pioggia di controversie. Si ritiri immediatamente il provvedimento»

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A Terlizzi si accende lo scontro politico dopo la decisione della Giunta comunale di modificare il regolamento sui procedimenti disciplinari, trasformando l’Ufficio per i Procedimenti Disciplinari (UPD) da organo collegiale a struttura monocratica. Con la delibera n. 204/2025, le funzioni finora condivise da più componenti vengono ora attribuite interamente al Segretario generale.

Una scelta che l’opposizione definisce “grave” e potenzialmente lesiva dell’imparzialità dell’ente. Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Francesco Barione, richiama un punto centrale della sua contestazione: la sovrapposizione tra il ruolo di Responsabile per la Prevenzione della Corruzione e quello di organo disciplinare. “Quando il Segretario/RPCT segnala un fatto (o ne prende atto) e poi, come UPD monocratico, deve istruire e sanzionare, si configura infatti un potenziale conflitto tra il ruolo di ‘accusa/impulso’ e quello di ‘giudizio’, minando la necessaria terzietà per i lavoratori”, osserva il consigliere.

Barione ricorre anche a un esempio concreto per rendere evidente il rischio: “Immaginate un vigile urbano (il Controllore) che vi multa per eccesso di velocità. Se poi è lo stesso vigile, da solo, a dover decidere la vostra causa in tribunale (il Giudice), voi vi sentireste garantiti?”.

Il consigliere sottolinea come l’organo collegiale precedentemente in vigore rappresentasse una tutela sostanziale, perché “offriva ai lavoratori una garanzia di confronto, valutazione collettiva e maggiore equilibrio della decisione”. E insiste nel ricordare che la stessa Autorità Nazionale Anticorruzione ha più volte raccomandato di evitare la concentrazione delle funzioni di segnalazione e giudizio nella stessa figura, parlando esplicitamente di “conflitto di interessi”.

Secondo Barione, la modifica del regolamento espone il Comune “a cause legali certe” e rischia di trasformare l’attività disciplinare in una procedura vulnerabile e contestabile. Di qui la richiesta di annullare l’atto “immediatamente” e di istituire un nuovo ufficio “neutrale”, preferibilmente collegiale o composto da soggetti esterni al Comune “come dovrebbe essere per legge”.

“La Giunta deve fare un passo indietro subito. Non si può sacrificare l’imparzialità per un’ingiustificata fretta o per la comodità del vertice amministrativo”, afferma il capogruppo di FdI, che invita l’Amministrazione a ripristinare una struttura in grado di garantire piena terzietà e tutela dei lavoratori.

La vicenda approderà ora sul tavolo del confronto politico, mentre il clima intorno alla delibera resta teso.

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