Assalti ai bancomat, l’allarme del SIAP Puglia: “In gioco non c’è solo la sicurezza, ma la vita delle nostre comunità”

Polizia
Il SIAP denuncia organici insufficienti e rilancia l’appello dei sindaci: “Servono più agenti per fermare l’ondata di assalti ai bancomat in Puglia”
L’escalation di assalti ai bancomat che nelle ultime settimane sta colpendo numerosi Comuni pugliesi desta crescente preoccupazione non solo tra gli amministratori locali, ma anche tra gli operatori delle forze dell’ordine. A lanciare un allarme deciso è il SIAP Puglia, il Sindacato Italiano Appartenenti Polizia, che attraverso il segretario generale regionale Francesco Tiani denuncia una situazione ormai “profondamente umana prima ancora che sindacale”.
Secondo il sindacato, il moltiplicarsi degli episodi di criminalità predatoria starebbe modificando la percezione stessa di sicurezza dei cittadini. “Sempre più persone ci raccontano di non sentirsi al sicuro, soprattutto nelle ore notturne”, afferma Tiani. Una sensazione che, oltre a incidere sulla vita quotidiana delle comunità, pesa anche sulle famiglie dei poliziotti, consapevoli dei rischi affrontati ogni giorno da chi è in prima linea.
A confermare la gravità della situazione è stata l’iniziativa dell’ANCI Puglia: la presidente Fiorenza Pascazio ha scritto al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendo interventi immediati per fronteggiare una dinamica definita “non più episodica”, ma frutto dell’azione di gruppi organizzati che colpiscono con tecniche sempre più aggressive. Un appello che il SIAP raccoglie e rilancia, ricordando come gli assalti non provochino solo danni materiali, ma anche ricadute economiche e sociali. Dalle attività commerciali che faticano a ripartire dopo le esplosioni, agli anziani che non sanno dove prelevare, fino ai piccoli centri che si sentono “abbandonati e lontani dalla presenza dello Stato”.
Il SIAP richiama l’attenzione sul fatto che la sicurezza in Puglia non rappresenta un concetto astratto, ma una condizione essenziale per il tessuto economico e sociale di una regione che vive di relazioni, turismo e investimenti. Dove si percepiscono ordine e presenza delle istituzioni si costruisce fiducia; dove gli episodi criminali si ripetono e superano la capacità di risposta, cresce la sfiducia e, con essa, la rinuncia a investire e restare.
Al centro della denuncia c’è il tema degli organici: la Polizia di Stato in Puglia, secondo il sindacato, opera da anni con reparti ridotti all’osso, turni prolungati, riposi saltati e straordinari diventati la norma. Il Sindacato sottolinea che la professionalità dei poliziotti pugliesi è un patrimonio fondamentale, ma non può diventare l’alibi per ritardare decisioni politiche cruciali. “Non si può chiedere di essere ovunque, sempre, senza organici adeguati, mezzi idonei e una pianificazione seria”, afferma Tiani.
Da qui l’appello al Ministero dell’Interno, al Dipartimento della Pubblica Sicurezza e alle autorità politiche competenti: è necessario assegnare alla Puglia un numero congruo e stabile di operatori della Polizia di Stato, con particolare attenzione alle aree più colpite dagli assalti ai bancomat e dalla criminalità predatoria. Una richiesta che, secondo il sindacato, non rappresenta un favore, ma il riconoscimento di un bisogno evidente per la vita concreta delle persone.
Il SIAP chiede inoltre una pianificazione stabile dei presìdi di Polizia, affinché le comunità possano contare su punti di riferimento certi, volanti visibili sul territorio e uffici in grado di garantire servizi senza rischio di riduzione o chiusura. La sicurezza, conclude il sindacato, è un investimento sul futuro della Puglia, sui giovani, sulle famiglie e sulle realtà produttive che credono ancora nelle potenzialità della regione.
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