La discarica Fer.Live non si farà. C’è lo stop definitivo del Consiglio di Stato

Si chiude una vicenda che per anni ha alimentato un acceso confronto tra enti locali, istituzioni e proponenti privati

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Il Consiglio di Stato ha messo la parola fine alla lunga vicenda giudiziaria legata al progetto di discarica per rifiuti speciali non pericolosi in località Colaianni, nell’agro di Bitonto. Con una decisione assunta in camera di consiglio il 18 settembre 2025, i giudici di Palazzo Spada hanno respinto definitivamente il ricorso presentato dalla Fer.Live srl contro il Comune di Bitonto, il Comune di Terlizzi e la Città Metropolitana di Bari, confermando integralmente la sentenza del Tar Puglia che aveva annullato l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) rilasciata nel 2022.

Al centro del contenzioso vi era proprio l’Aia concessa dalla Città Metropolitana sulla base dei pareri prevalenti espressi in conferenza di servizi. Un iter che, tuttavia, aveva registrato due prese di posizione contrarie di peso: da un lato l’opposizione formale del Comune di Bitonto, dall’altro il parere dell’Autorità di Bacino distrettuale. Quest’ultima aveva segnalato come l’area individuata potesse essere destinata a vasca di laminazione delle piene della Lama Balice, evidenziando la non coerenza dell’intervento con il Piano di Gestione del Rischio Alluvioni (PGRA).

Proprio questo parere è stato ritenuto dal giudice amministrativo un “elemento ostativo dirimente”. Secondo il Consiglio di Stato, infatti, la valutazione dell’Autorità di Bacino non poteva essere superata né ridimensionata, soprattutto alla luce della funzione strategica dell’area sotto il profilo della sicurezza idrogeologica. I giudici hanno inoltre rilevato ulteriori criticità sostanziali nel procedimento: in particolare, l’utilizzo, nella domanda presentata nel 2020, di una Valutazione di Impatto Ambientale risalente al 2011, ormai priva di efficacia dopo la pronuncia del Consiglio di Stato del 2018 che aveva confermato il diniego a un precedente impianto. Da quella decisione era derivata, secondo il Collegio, anche la decadenza degli atti paesaggistici collegati.

La sentenza chiarisce poi che non è venuto meno l’interesse del Comune di Bitonto a ricorrere contro l’autorizzazione e che non è stata dimostrata la piena legittimità edilizia e ambientale del progetto presentato in variante. Respinta anche la tesi della società appellante, che aveva tentato di fondarsi su procedimenti successivi avviati in sede regionale: tali iniziative, secondo i giudici, non incidono sul valore giuridico del provvedimento impugnato.

Un passaggio centrale della decisione riguarda infine la tutela del territorio. L’area di Colaianni ricade tra quelle mappate dal PGRA 2021 come idonee alla realizzazione di opere di laminazione per mitigare i fenomeni alluvionali nel bacino della Lama Balice, un aspetto che rafforza la scelta di privilegiare la prevenzione del rischio idrogeologico rispetto all’insediamento di un impianto di smaltimento.

Con questa pronuncia, il Consiglio di Stato consolida dunque lo stop amministrativo alla discarica, chiudendo una vicenda che per anni ha alimentato un acceso confronto tra enti locali, istituzioni e proponenti privati. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.

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