Lavori in piazzetta Amendolagine, Legambiente propone correzioni ai lavori

Piazzetta Amendolagine
Il Circolo Legambiente di Terlizzi segnala scostamenti dal progetto esecutivo e scelte che, pur migliorando ordine e pulizia dello spazio, rischiano di compromettere la salute delle alberature
Interventi in corso nell’area “C” del progetto “Recupero ambientale dei margini urbani – Sentiero Verde (PUNQuA)”, tra piazza Scuola Don Pietro Pappagallo e viale Roma. Il Circolo Legambiente di Terlizzi segnala scostamenti dal progetto esecutivo e scelte che, pur migliorando ordine e pulizia dello spazio, rischiano di compromettere la salute delle alberature: aiuole troppo ridotte, cordoli sporgenti che ostacolano l’apporto di acqua piovana, pacciamatura minerale che può creare stress e impoverimento del suolo. Inviata al Comune una scheda tecnica con proposte “semplici e a basso costo” per correggere subito il tiro: cordoli in pietra calcarea posati a taglio e complanari, inserimento di sostanza organica sotto il ghiaietto e gestione più efficace di pacciamatura e irrigazioni. Di seguito la nota.
«In merito agli interventi in corso di esecuzione nella piazzetta Amendolagine nell’ambito del “RECUPERO AMBIENTALE DEI MARGINI URBANI – SENTIERO VERDE” – PUNQuA, indicata nel progetto come AREA “C”: PIAZZA SCUOLA Don Pietro PAPPAGALLO – VIALE ROMA, stiamo constatando sia il non pedissequo rispetto di quanto previsto nel progetto esecutivo – tra l’altro carente, perché mancano i necessari elementi esecutivi che un tale livello progettuale dovrebbe possedere, come abbiamo avuto già modo di rilevare tempo fa -, sia l’esecuzione di lavorazioni che, anziché valorizzare le alberature presenti, le relegano quasi ad elemento di disturbo dell’intervento in progetto, mettendo anche a rischio la sana crescita degli alberi stessi.
Rileviamo, innanzitutto, come lo spazio lasciato attorno a ciascun albero sia estremamente ridotto (meno di un metro quadrato) con cordoli perimetrali addirittura sporgenti dal piazzale, i quali fanno inevitabilmente da barriera alle acque meteoriche che finiscono sul piazzale stesso, impedendo così un importante apporto idrico.
Inoltre, tutti i cordoli posti in opera sono in calcestruzzo prefabbricato, anziché in pietra calcarea come da progetto, materiale naturale certamente più ecosostenibile e più consono al contesto; manca, poi, la corretta posa a taglio dei cordoli, come indicato nel progetto, preferendo invece una posa più sbrigativa e decisamente meno elegante. Non condividiamo la soluzione di aver scelto una pacciamatura minerale in ghiaietto attorno a ciascun albero, che ne va a soffocare il colletto.
La configurazione adottata, pur avendo alcuni aspetti positivi come l’ordine e la pulizia, dal punto di vista agronomico e della salute a medio-lungo termine degli alberi, presenta diverse criticità che meritano attenzione: impedimento all’acqua meteorica di alimentare gli alberi; assenza di sostanza organica attiva nel suolo, con progressivo impoverimento biologico; possibile stress termico e idrico nei mesi estivi; rischio di compattazione del terreno sottostante nel tempo; dipendenza da una gestione irrigua e manutentiva costante per evitare il decadimento vegetativo.
Tali criticità evidenziano, a nostro avviso, la necessità di apportare modifiche ed integrazioni migliorative, soprattutto in un’ottica di adattamento climatico, contenimento dei costi di manutenzione futuri e tutela del patrimonio arboreo. Tali interventi dovranno essere immediatamente eseguiti per evitare che la prosecuzione dei lavori comporti inevitabilmente maggiori costi per l’adeguamento.
A questo scopo abbiamo predisposto una scheda tecnica, che abbiamo inviato al Comune (Ufficio Giardini – Verde Pubblico, Responsabile del Procedimento dell’intervento, Assessore a Parchi e Gardini e Sindaco) nella quale sono indicati interventi semplici e a basso costo, facilmente integrabili nel progetto.
In sintesi, le principali soluzioni suggerite sono: sostituzione dei cordoli in calcestruzzo con cordoli in pietra calcarea da posare a taglio (come da progetto), complanari al piazzale e non sporgenti, garantendo così la sicurezza degli utenti, l’estetica e il necessario apporto idrico agli alberi; inserimento di un sottile strato di materiale organico maturo (compost o terriccio strutturato) sotto il ghiaietto, invisibile ma fondamentale per la vitalità del suolo; controllo dello spessore della pacciamatura minerale in ghiaietto (non più di 3-5 centimetri di spessore) e mantenimento libero del colletto dell’albero per 5-10 centimetri, per migliorare l’ossigenazione radicale e ridurre il rischio di marciumi.
Abbiamo suggerito, infine, le seguenti misure da adottare durante la gestione dell’area: irrigazioni più profonde e meno frequenti, più efficaci e meno dispersive, le quali consentono lo sviluppo di radici più profonde e stabili, e maggiore resistenza allo stress idrico; valorizzazione delle foglie autunnali come risorsa organica, che consentono apporto gratuito di sostanza organica e miglioramento progressivo del suolo, riducendo al contempo i costi di smaltimento.
«Si tratta di migliorie a costo contenuto, che non richiedono rifacimenti totali, ma che possono aumentare significativamente la resilienza degli alberi, ridurre interventi straordinari futuri, migliorare la sostenibilità complessiva della gestione dell’area» commenta Michelangelo Guastamacchia, presidente del Circolo Legambiente di Terlizzi “Amici di Vito e Clara”. «L’auspicio è che le nostre proposte migliorative vengano accolte favorevolmente e che possano essere da guida anche per interventi in altre aree verdi cittadine».
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