Piccoli salti mortali: la seconda rassegna di Teatro in Scena

Flavia Fiore

In questa occasione approderanno in Puglia artisti di tutta Italia, dalla Lucania, dalla Sicilia, dalla Lombardia e dalla Toscana

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Domenica 25 gennaio prenderà inizio la seconda rassegna teatrale Piccoli salti mortali organizzata dalla compagnia il Terzo senso, nata dal collettivo Zebù in sede al Mat-laboratorio urbano.

Il sottotitolo di questa rassegna è Mappe di appartenenza, perché la linea di relazione tra i singoli spettacoli è quella di presentare visioni alternative, che possano guidare gli spettatori verso nuovi orizzonti. Mete di queste mappe, approdano a vari orizzonti, non solo fisici, ma anche metafisici; affrotando temi come l’infanzia, la famiglia, la prospettiva occidentale e la riscrittura del mito.

In questa occasione approderanno in Puglia artisti di tutta Italia, dalla Lucania, dalla Sicilia, dalla Lombardia e dalla Toscana.

Il teatro al Mat è un punto focale, sempre attivo tramite l’attività laboratoriale dell’attore e regista Riccardo Spagnuolo, organizzatore della rassegna e fondatore del gruppo teatrale il Terzo senso.

«La mia avventura come formatore inizia cinque anni fa, nel 2020 -ci spiega l’organizzatore Riccardo Spagnuolo- dopo l’incubo del Covid, io e la compagnia del Terzo Senso sentivamo l’esigenza di incontrarci e di coinvolgere la comunità nell’esperienza del teatro. Tre anni dopo è nata la prima rassegna teatrale: Piccoli salti mortali. Noi, amanti del teatro cerchiamo di fare ogni giorno piccoli salti verso la comunità col rischio di fallire essendo queste attività auto-finanziate. Ogni spettacolo è una scommessa, un investimento in energie e risorse; un’impresa in termini di rendimento culturale».

Quattro gli spettacoli, molteplici i linguaggi e le finalità.  Il primo “Ion”, scritto e diretto da Dino Lopardo, racconta la storia di due fratelli che vivono sotto lo stesso tetto, entrambi portatori di una oscura verità che chiede di emergere; l’opera sarà rappresentata questa domenica alle 18.30.

Tutto gira attorno al “NOI” (ossia ION al contrario), come l’unione famigliare sia facilmente portata alla scissione a causa di malintesi e pregiudizi.

Il secondo spettacolo: “Quando diventerò piccolo”, un viaggio poetico e musicale dove l’artista siciliano Sergio Beercock, intreccia voce, corpo ed elettronica con le rime originali di Bruno Tognolini; un invito a ritrovare quella parte di noi che cresce in profondità e non smette mai di vibrare.

Il terzo: Odissea Minore, gli artisti Miriam Selima Fieno e Nicola di Chio, insieme al giornalista Christian Elia e alla documentarista Cecilia Fasciani, hanno deciso di dar vita a un progetto multimediale che fonde teatro, giornalismo narrativo e cinema documentaristico, impegnandosi in una ricerca sul campo lungo la rotta balcanica, per conoscere la realtà aspra delle frontiere europee.

Il quarto: SdisOrè. La particolarità dello spettacolo sarà la voce di Evelina Rosselli, che  da sola riscrive la storia di Oreste nella versione di Giovanni Testori, pietra miliare del teatro milanese.

Un’Orestea completamente capovolta dai toni dissacranti e ironici, la cui lingua si fa fuoco e affonda nei personaggi di Elettra, Clitemnestra, Egisto e Oreste. Per restituire la poliedricità dei personaggi, il dispositivo scenico si avvale dello strumento teatrale per eccellenza: la maschera.

A piccoli salti toccherà allo spettatore avventurarsi e immergersi in questo mondo fantastico che è il teatro.

In che modo approcciandosi alla scena? «Adoperando il terzo senso- riferisce Riccardo– secondo la visione del filosofo Ronald Barthes i linguaggi dell’arte sono tre: oltre a quello informativo e simbolico, il terzo senso è quello eccedente, marginale, che produce un effetto, non un significato preciso; è ottuso, quindi aperto a mille sfaccettature. Lo spettacolo apre la strada ad una lettura affettiva, sensoriale e non razionale, non spesso spiegabile».  

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Commenti

  • Nicola De Noia (utente non verificato)

    Come prenotare i biglietti?