Dalla scena alla tavola: la Pro Loco di Terlizzi chiude il viaggio nicolaiano tra suoni antichi e sapori ritrovati

Ancora una volta Terlizzi ha dimostrato che il passato, se ascoltato con intelligenza e rispetto, non è nostalgia, ma fondamento per immaginare il futuro.

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Dopo l’intensità emotiva e simbolica della rievocazione storica dedicata a San Nicola, che ha trasformato la Cattedrale di Terlizzi in un palcoscenico dell’anima, la città ha scelto di non interrompere il dialogo con il passato, ma di accompagnarlo verso un’altra forma di esperienza: quella del gusto, dell’ascolto e della convivialità consapevole.

Con l’evento “Suoni e Sapori medievali del secolo XI”, ospitato nell’Auditorium del plesso “Gesmundo” dell’Istituto Comprensivo Don Pappagallo–Gesmundo, si è concluso il progetto “Terlizzi e San Nicola, Patrono del mondo”, giunto alla sua quarta edizione, promosso e organizzato dalla Pro Loco UNPLI Terlizzi, con il patrocinio della Regione Puglia e del Comune di Terlizzi.

Se nei giorni precedenti la storia si era fatta corpo, voce e gesto scenico grazie al lavoro delle compagnie teatrali Gymnasium – Palestra della Vita e Il Carro dei Comici, in questa occasione essa si è fatta profumo, sapore e memoria sensoriale, restituendo al pubblico un Medioevo quotidiano, vissuto, lontano dagli stereotipi e vicino alla vita reale di pellegrini, monaci, viandanti e comunità.

Un doveroso richiamo va ancora una volta alla compagnia Gymnasium – Palestra della Vita, espressione viva del territorio terlizzese, che nella rievocazione ha dimostrato rigore, profondità interpretativa e radicamento culturale, contribuendo in modo decisivo a costruire un ponte solido tra identità locale e narrazione storica. Accanto ad essa, Il Carro dei Comici ha saputo offrire, anche in questa serata conclusiva, un momento di teatro giocoso e leggero, evocando la tradizione degli intrattenitori medievali, in dialogo musicale con il musico Pantaleo Annese, senza mai distogliere l’attenzione dal cuore dell’evento: la riscoperta dei sapori antichi.

Ad aprire la serata, alla presenza dell’intera famiglia Pro Loco, è stato il presidente Franco Dello Russo, che ha condotto e coordinato gli interventi con equilibrio e visione, introducendo gli ospiti e accompagnando il pubblico lungo un percorso culturale denso e articolato.
Fulcro dell’incontro il contributo della prof.ssa Olga Chiapperini, che ha guidato i presenti in un affascinante affondo nel quadro storico e gastronomico dell’XI secolo. Un tempo in cui Terlizzi era segnata dalla presenza di tre monasteri benedettini San Giuliano, Cesano e Sovereto, veri presìdi di accoglienza per pellegrini e transumanti, secondo la Regola di San Benedetto, che imponeva di ricevere ogni ospite come Cristo.

In quei luoghi, illuminati da luci fioche e non abbaglianti come quelle moderne, si pregava insieme e si rifocillavano soprattutto i più deboli, i bambini, i viaggiatori stanchi. Una cucina povera ma sapiente, intrisa di influenze orientali ed ebraiche, fatta di erbe spontanee, pane, vino aromatizzato, legumi, fichi e olio: alimenti che oggi tornano a parlarci con sorprendente attualità.

«Spegniamo le luci artificiali del XXI secolo, ha suggerito Chiapperini, dimentichiamo cibi sintetici e torniamo viandanti di mille anni fa». Un invito accolto con curiosità e rispetto, culminato in una degustazione (a tal proposito si ringrazia Giovanni Gigli, già docente dell’Oriani – Tandoi ‘ e Consigliere della Pro Loco Terlizzi) che ha proposto tagliatelle con mollica di pane raffermo e vincotto, crostone tostato con cavolo e cime di rapa stufati, orecchie di Haman ripiene di marmellata di fichi, vino speziato e bevande medievali a base di erbe naturali, la “bevanda del viandante” e quella, più evocativa, “delle streghe”.

Un’attenzione particolare è stata riservata alle bevande a base di erbe officinali, frutto della ricerca e della competenza dell’erborista Francesco De Nicolo, che ha restituito antiche conoscenze fitoterapiche con rigore e sensibilità storica. Alla mescita, dietro il banco delle bevande, Ilenia Gesmundo e Arcangela Tamborra, avvolte in suggestivi costumi d’epoca, hanno trasformato il gesto della somministrazione in una vera e propria rievocazione vivente, contribuendo a rendere l’esperienza immersiva e coerente con lo spirito medievale della serata.

Fondamentale il coinvolgimento dell’Istituto “Oriani–Tandoi” di Corato, i cui studenti, guidati dal prof. Cataldo Marcone, hanno curato la preparazione delle pietanze. Il dirigente scolastico Francesco Catalano ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa, evidenziando l’importanza di recuperare tradizioni alimentari genuine come risposta alle fragilità della dieta contemporanea.
Il referente UNPLI Puglia Gerardo Strippoli ha elogiato la qualità della ricerca filologica condotta, ribadendo fiducia e riconoscimento nel lavoro della Pro Loco e nel valore dell’infopoint come presidio culturale.

Parole di apprezzamento sono giunte anche dalla dirigente Lucia Tatulli, che ha ringraziato i suoi collaboratori per il supporto offerto, così come preziosa è stata la collaborazione della docente Delia Calderini, il cui contributo organizzativo e didattico, condiviso con la dirigente Lucia Tatulli, ha concorso in maniera determinante alla piena riuscita dell’iniziativa, rafforzando quel dialogo virtuoso tra scuola, territorio e associazionismo che costituisce uno dei punti di forza del progetto.

L’assessora alla cultura Daniela Zappatore, ha richiamato con forza il valore del passato come strumento per “curare” il presente: etica del riuso, rispetto della stagionalità, conoscenza delle erbe e delle loro proprietà, come gesti di consapevolezza e responsabilità.

Giunto in sala a evento inoltrato, il sindaco Michelangelo De Chirico – reduce da un impegno istituzionale a Bari per la rassegna Evolio – ha rinnovato i complimenti per l’iniziativa, collegando il tema dei sapori antichi a quello dell’olio, della migrazione stagionale e dell’accoglienza, valori che continuano a interrogare il nostro tempo e che richiedono una visione condivisa e territoriale.

A completare la serata, il Coro degli alunni delle classi quinte della scuola “Don Pietro Pappagallo”, coordinato dall’insegnante Concetta D’Orfeo, e gli interventi scenici di Francesco Tammacco e Rosa Tarantino, che insieme al musico Pantaleo Annese hanno rievocato l’arte degli intrattenitori medievali: giullari, menestrelli, cantastorie, custodi di una cultura orale che univa divertimento e conoscenza.
Sul finale, uno stornello dedicato al vino, scandito dal battito delle mani del pubblico, ha suggellato una serata in cui la storia non è rimasta confinata nei libri, ma si è fatta esperienza condivisa, convivio, memoria viva.

Un’esperienza come questa merita di essere riproposta e consolidata negli anni a venire, perché capace di andare ben oltre la dimensione celebrativa o rievocativa. “Suoni e Sapori medievali del secolo XI” si è rivelato, infatti, anche un autentico percorso di educazione alimentare, orientato a promuovere abitudini nutrizionali sane, consapevoli e rispettose dell’equilibrio tra uomo, territorio e stagionalità. Riscoprire ingredienti semplici, tecniche antiche e saperi dimenticati significa restituire valore al cibo come bene culturale e strumento di benessere, offrendo alle nuove generazioni non solo conoscenza, ma un modello virtuoso di relazione con la propria storia e con la propria salute.

Ancora una volta Terlizzi ha dimostrato che il passato, se ascoltato con intelligenza e rispetto, non è nostalgia, ma fondamento per immaginare il futuro.
Maurizio Vino

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