Rifiuti elettronici ed elettrici, Legambiente: «Impariamo a smaltirli correttamente»

Ogni anno nel mondo si producono circa 54 milioni di tonnellate di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), ma solo il 17,4% viene raccolto e trattato correttamente

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Ogni anno nel mondo si producono circa 54 milioni di tonnellate di Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), ma solo il 17,4% viene raccolto e trattato correttamente. A lanciare l’allarme è Legambiente Terlizzi, che richiama i dati diffusi da Erion Weee, il principale sistema collettivo nazionale per la gestione di questa tipologia di rifiuti.

La situazione riguarda da vicino anche l’Italia. Nelle abitazioni degli italiani sono presenti oltre 200 milioni di apparecchi elettrici ed elettronici non più funzionanti o inutilizzati, con una media di circa otto dispositivi per famiglia. Un patrimonio nascosto che, se correttamente gestito, potrebbe trasformarsi in una risorsa.

I RAEE, infatti, contengono materie prime preziose e riciclabili che possono essere recuperate e reimpiegate secondo i principi dell’economia circolare. Al tempo stesso, però, possono includere sostanze altamente inquinanti e pericolose per l’ambiente e la salute, motivo per cui la normativa ne impone una raccolta differenziata specifica.

Le possibilità di smaltimento

Legambiente Terlizzi ricorda che esistono diverse modalità per smaltire correttamente questi rifiuti. La prima è il conferimento presso il Centro Comunale di Raccolta, con la possibilità di richiedere il ritiro a domicilio per le apparecchiature ingombranti come frigoriferi e lavatrici.

Un’altra opzione è rappresentata dal principio dell’“uno contro uno”: in base al D.M. 65/2010, i rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche sono obbligati a ritirare gratuitamente un dispositivo usato equivalente a quello acquistato.

C’è poi il principio dell’“uno contro zero”, introdotto dal D.Lgs. 49/2014, che consente ai cittadini di conferire gratuitamente i RAEE di piccolissime dimensioni (inferiori ai 25 centimetri) presso i grandi punti vendita, anche senza l’acquisto di un nuovo prodotto.

«Tenere questi rifiuti inutilmente in casa o, peggio, disperderli nell’ambiente significa contribuire al degrado e all’inquinamento», sottolinea l’associazione ambientalista, che invita i cittadini a informarsi e a utilizzare i canali corretti per lo smaltimento. Un gesto semplice, ma fondamentale, per tutelare l’ambiente e recuperare risorse preziose.

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