Radiologia “all’avanguardia” ma turni extra quasi assenti: la denuncia di Fratelli d’Italia

Ospedale Sarcone Terlizzi

«A febbraio il contatore segna zero: nessun servizio extra programmato»

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“Oltre la propaganda spicciola le chiacchiere stanno a zero”. Si apre così il comunicato diffuso nelle ultime ore dal circolo di Fratelli d’Italia Terlizzi, che punta il dito contro l’operatività della diagnostica nel presidio “Michele Sarcone” di Terlizzi. Nel mirino, soprattutto, l’utilizzo — ritenuto insufficiente — delle apparecchiature installate e inaugurate nel 2025 con l’obiettivo dichiarato di incidere sulle liste d’attesa.

Il punto centrale della nota è una contestazione secca: “A Terlizzi, sono stati installati macchinari all’avanguardia, ma sono fermi al palo”. E ancora: “Ci sono macchinari all’avanguardia per la diagnostica, inaugurati meno di un anno fa, totalmente inutilizzati o quasi”.

“Solo 5 giorni” a gennaio, “zero” a febbraio

Secondo la ricostruzione riportata da FdI, nel mese di gennaio 2026 la TC 128 slice, l’ecotomografo e un’“apparecchiatura polifunzionale radiologica di ultima generazione” — indicate come “costate 800 mila euro e inaugurate ad aprile del 2025” — sarebbero entrate in campo per il recupero delle liste d’attesa “solo per appena 5 giorni: quattro domeniche e una sola giornata infrasettimanale”.

A febbraio, la denuncia diventa ancora più netta: “il contatore segna zero: nessun servizio extra programmato”. Da qui la sintesi, formulata senza giri di parole: “Abbiamo ecografi inutilizzati, RX ferme e una TAC a mezzo servizio”.

Il nodo “mezzo di contrasto”: “TAC spesso insufficiente”

Nel comunicato c’è anche un elemento tecnico che, se confermato, cambia il peso della contestazione: le prestazioni svolte in quei pochi turni aggiuntivi sarebbero state “esclusivamente TAC senza mezzo di contrasto”. Una scelta che, secondo FdI, rischia di tradursi in un doppio passaggio per molti pazienti: “una tipologia di indagine spesso insufficiente” che “costringe il paziente a ripetere l’esame con il contrasto, raddoppiando tempi e costi”.

Il motivo indicato sarebbe organizzativo: “l’ASL non ha disposto la presenza aggiuntiva di un anestesista nel PTA di Terlizzi, condizione indispensabile per questo tipo di esami diagnostici”.

L’attacco politico: “periferia sanitaria di serie B”

Accanto ai dati e alle accuse sull’organizzazione dei turni, la nota alza il livello dello scontro politico. “Terlizzi viene considerata una periferia sanitaria di serie B”, si legge, con un riferimento diretto al sindaco Michelangelo De Chirico, accusato di “restare a guardare inerte”.

C’è poi un passaggio che intercetta un malcontento ricorrente nei territori: “Il paradosso è che in altri presidi si costringono i cittadini a recarsi in ospedale la domenica o in orari serali” per prestazioni che, secondo FdI, “potrebbero essere agevolmente gestite durante la settimana se solo ci fosse la volontà di organizzare i turni”.

La richiesta: “entri pienamente a regime” e l’ombra dei tempi PNRR

La chiusura è una richiesta operativa: “un intervento immediato affinché il reparto di Radiologia di Terlizzi entri pienamente a regime anche in turni pomeridiani”, con l’obiettivo di “garantire ai cittadini esami diagnostici completi e risolutivi”. Sullo sfondo, anche l’incognita legata alla “casa di comunità”: “in attesa di vedere che cosa succederà con la casa di comunità visto che i tempi del PNRR stanno arrivando a compimento”.

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