L’arte incontra l’arte. Storie di donne…immagini ed espressioni

Un articolo a cura di Flavia Fiore

136 commenta

Dal 7 al 14 marzo 2026, presso la sala degli affreschi della chiesa di Santa Maria la Nova di Terlizzi sarà possibile visitare la mostra “L’arte incontra l’arte. Storie di donne…immagini ed espressioni” realizzata da dodici artiste pugliesi: Barbara Barile, Gianna Barile, Gabriella Bonadies, Lara Cataldi, Teresa de Leo, Valentina de Marco, Orietta Fineo, Valeria Grassi, Carmela Lecce, Lucia Mastrorilli, Patrizia Ricco e Sabrina Vendola.

Il taglio del nastro è previsto alle 19.30 con gli interventi deii curatori Vito De Leo e Don Michele Amorosini, della presidente della Fidapa Paola Rutigliano. Prevista la partecipazione del sindaco Michelangelo De Chirico, dell’assessore alla Cultura Daniela Zappatore e dell’assessore alle attività produttive Alessio Fiore.

Una mostra tutta al femminile per omaggiare l’8 marzo, giornata internazionale delle donne, celebrata ogni anno per ricordare la mobilitazione e le lotte femminili per i diritti.

L’8 marzo del 1917 a San Pietroburgo, migliaia di operaie scesero in piazza chiedendo pane e pace, stanche della fame e della situazione precaria della Prima Guerra Mondiale. Poco dopo quello sciopero, ottennero il diritto di voto.

«L’aspetto ideologico della giornata è un argomento molto importante- dice Vito de Leo, il curatore della mostra– Ogni anno torna costante la riflessione sul problema dell’occupazione femminile. L’idea fondamentale è proprio questa: dare spazio alle artiste. L’obiettivo? Dare visibilità all’estro femminile. Per tanti anni le donne non avevano l’opportunità né il tempo da dedicare pienamente all’arte, la vita artistica-professionale era percepita in maniera marginale».

«Un altro obiettivo è la pluralità. Oltre all’eterogeneità delle età delle artiste, anche le sensibilità sono diverse come i soggetti delle opere. Ci sono molti sguardi e interpretazioni del femminile: sull’idea del dolore, della leggerezza, del sorriso ma anche il senso ecologico» aggiunge De Leo.

«Per questo il titolo della mostra è “Storie di donne”, ogni tela presenta una sua identità e porta i contenuti del proprio percorso. Opere che interrogano, mostrano la resilienza femminile e la volontà di reagire; lo stesso vale per gli stili, quello umanistico, informale, surrealistico e del cubismo. La finalità è dialogare con l’altro sesso. Nell’arte e nell’espressione artistica non deve esistere una separazione di generi, ma tutti agiscono sullo stesso piano: Si deve riconoscere lo spazio di azione e di libertà assoluta ad entrambi i sessi nella società».

Per questo motivo interverrà anche la Fidapa sez. Terlizzi che secondo la sua presidente Paola Rutigliano: «La Federazione – spiega Rutigliano – ha tra gli obiettivi statuari lo scopo di promuovere, coordinare e sostenere le iniziative delle donne e di adoperarsi per rimuovere ogni forma di discriminazione a favore delle donne, sia nell’ambito famigliare che in quello del lavoro, nel pieno rispetto delle norme vigenti in materia di pari opportunità».

«Per questa festa – aggiunge – con il direttivo abbiamo scelto di allestire questa mostra, per dare luce alle artiste del nostro territorio. Non sapevamo come contattarle, grazie al contributo di Giovanna Barile e Vito de Leo, abbiamo messo in moto una bella azione. Mi auguro che le ragazze si sentano realizzate in questa cosa. Per lo spazio ringraziamo don Michele Amorosini che ha sostenuto da subito la nostra idea e ha dato la sua completa disponibilità».

 Don Michele infatti afferma: «Offrire questi spazi alla comunità, in vista della mostra, è un modo per far rivivere questo luogo. Il restauro del chiosco francescano si è concluso solo l’anno scorso e non tutti i terlizzesi conoscono queste stanze. Al momento del ritrovamento, gli affreschi erano scialbati, il rischio è che questa “Bibbia pauperum”, Bibbia sotto forma di immagini sacre venisse persa per sempre. Per fortuna, i restauratori Annamaria e Giuseppe Chiapparino già avevano curato in maniera meticolosa i dipinti. Ospitare una mostra al femminile che tocca temi umanitari come il dolore, la sofferenza, la resilienza, e farlo in questi spazi è un’occasione per la Chiesa, sensibile all’emancipazione femminile e al ruolo nobile della donna nella società, come ci illustrano i testi sacri».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!