Un invito a prendere posizione: “Fermare le guerre” tra coscienza e partecipazione

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio, quello del cartellone “Sara Primavera”, promosso dal Comune di Terlizzi in occasione dell’anniversario delle Fosse Ardeatine

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In un tempo segnato da conflitti diffusi, tensioni internazionali e silenzi che spesso rischiano di diventare complicità, Terlizzi sceglie di rimettere al centro il valore della parola e dell’impegno civile. Martedì 9 aprile, alle ore 19, nella sala consiliare di Corso Vittorio Emanuele 26, si terrà l’incontro pubblico dal titolo “Fermare le guerre: collettività e cambiamento”, un momento di confronto che ambisce a superare la dimensione dell’analisi per trasformarsi in occasione di partecipazione attiva.

L’iniziativa si inserisce in un contesto più ampio, quello del cartellone “Sara Primavera”, promosso dal Comune di Terlizzi in occasione dell’anniversario delle Fosse Ardeatine, in memoria dei martiri terlizzesi Gesmundo e Pappagallo e in avvicinamento alle celebrazioni del 25 Aprile. Un percorso che lega memoria e attualità, storia e responsabilità presente.

A intervenire saranno Daniela Zappatore, assessora alla Cultura e alle Politiche di Comunità, Vito Micunco, coordinatore regionale del Comitato per la Pace, Francesca Amoruso, rappresentante di Freedom Flotilla Italia, e Giovanni Capurso, autore del volume “Israele e Palestina: storia di un’oppressione”. L’incontro sarà introdotto e moderato dall’ANPI Terlizzi, con i saluti istituzionali del sindaco Michelangelo De Chirico.

Più che una conferenza, l’appuntamento si propone come uno spazio di parola critica e condivisa, capace di interrogare le coscienze e stimolare un’assunzione di responsabilità collettiva. Il messaggio è chiaro: di fronte a guerre che continuano a produrre morte, disuguaglianze e fratture profonde, la neutralità non è più una posizione sostenibile.

Il tema della pace viene così restituito alla sua dimensione concreta: non un ideale astratto, ma una pratica quotidiana che si costruisce attraverso informazione, consapevolezza e mobilitazione. Un processo che chiama in causa non solo le scelte politiche, ma anche quelle economiche e culturali, spesso alla base dei conflitti contemporanei.

L’incontro di Terlizzi punta dunque a riattivare un senso di comunità vigile e partecipe, capace di mettere in discussione le narrazioni dominanti e di immaginare alternative. Un invito, esplicito, a non restare spettatori.

Perché, come ricordano gli organizzatori, la pace non si invoca soltanto: si costruisce. Insieme.

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