Un legal thriller tra cronaca e memoria: Giuseppe Volpe presenta “Due sassi nello stagno”

L’iniziativa rientra negli “Incontri d’Autore” di Un panda sulla luna.
Un doppio omicidio che spezza la quiete di una cittadina lacustre, due giovani vittime ritrovate senza vita l’8 marzo – simbolicamente nella Giornata internazionale della donna – nella stessa strada e quasi alla stessa ora. È da questa immagine potente e perturbante che prende forma “Due sassi nello stagno”, il legal thriller che segna l’esordio narrativo di Giuseppe Volpe, già procuratore capo della Repubblica di Bari.
Il romanzo sarà presentato in anteprima nazionale mercoledì 15 aprile alle ore 19, nella Sala Consiliare di Terlizzi (Corso Vittorio Emanuele, 26), in un appuntamento patrocinato dal Comune. A dialogare con l’autore sarà il poeta e giornalista Pasquale Vitagliano.
Un’indagine che rompe il silenzio
Al centro del libro, una vicenda che affonda le radici nella cronaca e nella fragilità dei sistemi investigativi. In una realtà dove un omicidio non si registrava dal 1946, il ritrovamento dei due corpi scuote certezze e abitudini. Le prime fasi dell’indagine, segnate da una gestione approssimativa da parte del procuratore, rischiano di compromettere la ricerca della verità.
A rimettere ordine sarà un giovane giudice istruttore, figura centrale del racconto, che con metodo, rigore e determinazione ricostruisce i fatti fino a un epilogo inatteso. Un intreccio che tiene insieme tensione narrativa e riflessione sul ruolo della giustizia, restituendo al lettore un’indagine tanto giudiziaria quanto umana.
I “giudici ragazzini” e una stagione della magistratura
Il romanzo si inserisce in una memoria più ampia, quella di una generazione di magistrati che negli anni Novanta fu definita con tono critico “giudici ragazzini”. Un’espressione attribuita all’allora Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, poi riformulata, che denunciava un sistema capace di esporre giovani giudici a contesti complessi, dalla lotta alla mafia al terrorismo, spesso senza adeguata esperienza.
Volpe si ispira proprio a quei percorsi: storie di magistrati chiamati a confrontarsi con situazioni difficili, talvolta tragiche, come nel caso di Rosario Livatino, assassinato dalla Stidda. Ma anche vicende meno note, vissute lontano dai riflettori, dove la responsabilità del ruolo si intreccia con la solitudine delle decisioni.
L’autore: una vita nella magistratura
Nato a Terlizzi nel 1950, Giuseppe Volpe ha attraversato oltre quarant’anni di carriera nella magistratura, dal 1976 al 2020, ricoprendo incarichi di giudice, pretore e pubblico ministero. È stato sostituto presso la Procura Generale della Corte di Cassazione e ha guidato le Procure della Repubblica di Tempio Pausania e Bari.
Tra gli episodi più rilevanti della sua attività, il ricorso per conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato promosso nel 2017 come procuratore di Bari contro la Presidenza del Consiglio, che portò la Corte costituzionale a dichiarare illegittima una norma sulla trasmissione delle informative di polizia giudiziaria.
Un appuntamento tra letteratura e impegno civile
La presentazione di “Due sassi nello stagno” si preannuncia come un momento di confronto non solo letterario, ma anche civile. Un’occasione per riflettere su giustizia, responsabilità e memoria, attraverso una storia che, pur nella forma del romanzo, conserva il peso e l’urgenza della realtà.
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