Xylella, dalla paura alla gestione: a Terlizzi il confronto tra scienza, istituzioni e agricoltori

Autorevoli esperti hanno relazionato su un tema cruciale anche per il destino agricolo di Terlizzi

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Un dibattito attento, partecipato, a tratti segnato da preoccupazione ma anche da un rinnovato senso di responsabilità condivisa. È quello promosso dall’associazione Città Civile sul tema “Xylella: dall’emergenza alla gestione”, che ha riportato al centro dell’attenzione una questione cruciale per Terlizzi, territorio per cui l’olivicoltura rappresenta non solo un pilastro economico, ma anche un elemento identitario del territorio.

A offrire un inquadramento scientifico è stato Donato Boscia, ricercatore emerito dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante del CNR, che ha ripercorso le tappe dell’epidemia salentina sugli ulivi, aggiornando il quadro alla situazione attuale. Un intervento che ha allargato lo sguardo anche ai più recenti ritrovamenti di varianti di Xylella fastidiosa su altre colture: la vite, nell’agro di Triggiano, e il mandorlo, nel territorio di Santeramo. Segnali che confermano come il batterio resti una minaccia concreta e in evoluzione.

Il confronto si è poi spostato sul piano operativo, con l’intervento del dottor Gianvito Ragone dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, che ha illustrato le misure di prevenzione nelle aree ancora indenni, tra cui rientra Terlizzi. Al centro, l’obbligo dei trattamenti fitosanitari per il controllo del vettore, la Philaenus spumarius, comunemente nota come sputacchina. Un obbligo esteso a tutto il territorio regionale e che, per Terlizzi, impone la rimozione delle erbe infestanti entro il 30 aprile, ambiente in cui l’insetto compie parte del proprio ciclo vitale.

Numerosi gli interventi dal pubblico, composto in larga parte da agricoltori, che hanno chiesto chiarimenti sulle modalità di applicazione delle misure previste: dall’utilizzo di pratiche agronomiche e fisiche fino, dove necessario, al ricorso a trattamenti chimici. Un confronto concreto, che ha evidenziato la necessità di strumenti chiari e supporto operativo per tradurre gli obblighi normativi in azioni efficaci sul campo.

A chiudere l’incontro è stato il consigliere Michele Volpe, che ha richiamato l’intero comparto agricolo a un’assunzione collettiva di responsabilità: il controllo del vettore, oggi, rappresenta la principale linea di difesa per prevenire nuove infezioni. Sul fronte istituzionale, l’amministrazione comunale ha già adottato un’ordinanza sindacale e stanziato risorse per la rimozione delle infestanti nelle aree di propria competenza.

Il messaggio emerso è netto: la fase dell’emergenza ha lasciato spazio a quella della gestione, ma la minaccia resta. E la risposta, oggi più che mai, non può che essere corale. Una rete che tenga insieme agricoltori, enti pubblici e comunità, chiamati a presidiare il territorio con continuità e consapevolezza. È questa, allo stato attuale, la strategia più efficace per difendere un patrimonio che appartiene a tutti.

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