Il bosco di Bitonto e l’iconica masseria pietre tagliate

A cura di Felice Miscioscia
In quella porzione di agro bitontino denominata “Murgia di Città”, al di sopra dei tabulari paesaggi delle Matine e non lontano dagli echi di Guerra Fredda della Base Missilistica di Murgia del Ceraso, sorge il Bosco comunale di Bitonto, polmone verde incastonato tra lame che solcano impetuosamente il terreno.
Trattasi, invero, di rimboschimento “artificiale” della seconda metà del XX secolo, come altri che abbiamo avuto modo di conoscere, ma ciò nulla toglie al suo naturale vigore e alla dignità di essere percorso ed esplorato con estrema gradevolezza.
Dai panorami infinitamente murgiani del confine a sud, passando in picchiata ad osservare il mare in lontananza dall’altro capo, il bosco offre scorci di notevole bellezza paesaggistica e ci regala anche perle nascoste, che fanno capolino sbucando dai sentieri alberati. Forme d’arte in pietra, adagiate sui pendii, a ricordarci l’atavica storia transumante del nostro territorio.
E così non possiamo fare a meno di ammirare l’iconica sagoma di Masseria Pietre Tagliate, emblematico ed esaustivo esempio di cosa doveva essere una masseria adatta alla transumanza delle greggi, con le sue lamie, i depositi, i locali per la lavorazione, le cisterne a raccogliere le acque di confluenza della lama, lo jazzo disposto in pendenza ed il caratteristico ed immancabile mungituro.
Il toponimo derivante dalla particolare erosione delle rocce, tale da farle sembrare, appunto, “tagliate”, unito ad uno scenario davvero suggestivo dato da bosco, ambiente steppico e pendenze accentuate, contribuiscono a tratteggiare uno dei palcoscenici murgiani più belli, che ci pregiamo di calcare rispettosamente in sella alle nostre due ruote.
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