Arrestato il rapinatore delle farmacie: minacciava i farmacisti con la bottiglia di birra

Carabinieri

Contestate a lui rapine a Corato e Molfetta

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Entrava negli esercizi con apparente tranquillità, poi impugnava una bottiglia di birra in vetro trasformandola in uno strumento di minaccia. Bastavano pochi istanti perché la tensione prendesse il posto della normalità: farmacisti costretti a consegnare il denaro e clienti inconsapevoli che si trovavano improvvisamente nel mezzo di una rapina.

È il filo rosso che collega i colpi messi a segno tra Molfetta e Corato nei mesi di marzo e aprile 2026 e che ha portato il Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica, a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 38enne originario di Terlizzi.

Il provvedimento, eseguito dai Carabinieri della Compagnia di Molfetta lo scorso 9 maggio, è stato notificato all’uomo presso la casa circondariale di Trani, dove si trova già detenuto per altra causa.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il primo episodio contestato sarebbe avvenuto a Molfetta. L’uomo avrebbe fatto irruzione in una farmacia e, sotto la minaccia della bottiglia di vetro, avrebbe costretto il titolare a consegnare l’incasso della giornata, impossessandosi di 820 euro custoditi nella cassa.

Un’azione rapida, essenziale, caratterizzata da un metodo che, secondo gli inquirenti, sarebbe stato replicato anche nelle settimane successive. Il 31 marzo e il 2 aprile, infatti, altre due attività del settore sanitario – una farmacia e una parafarmacia di Corato – sarebbero finite nel mirino del presunto rapinatore. Stessa dinamica, stesso strumento intimidatorio, stesso obiettivo: il denaro custodito dietro il bancone.

Le indagini coordinate dalla Procura di Trani hanno consentito di collegare i diversi episodi e di raccogliere, secondo l’accusa, gravi indizi di colpevolezza a carico del 38enne in relazione ai reati di rapina aggravata e tentata rapina aggravata.

Un’inchiesta che mette fine a una sequenza di episodi che aveva alimentato preoccupazione tra gli operatori del settore farmaceutico del Nord Barese, costretti a lavorare per settimane con il timore che quel cliente apparentemente qualunque potesse, da un momento all’altro, trasformarsi nell’autore di una nuova rapina.

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