Viaggio nella grande polifonia sacra: alla Concattedrale il concerto “Il bianco e dolce cigno”

Protagonista della serata sarà la Cappella Musicale Corradiana,
La grande musica sacra del Rinascimento e del primo Barocco torna a risuonare tra le pietre della Concattedrale di San Michele Arcangelo. Stasera, alle ore 20, Terlizzi ospiterà il quinto appuntamento della rassegna organistica “Il Suono delle Pietre. Itinerario concertistico tra le vie della Puglia”, promossa dalla Camerata Musicale Barese.
Protagonista della serata sarà la Cappella Musicale Corradiana, diretta da Antonio Magarelli, con Gaetano Magarelli all’organo e Antonella Parisi alla viola da gamba. Il concerto, dal titolo “Il bianco e dolce cigno. Messa e mottetti nello stilus antiquus”, accompagnerà il pubblico in un affascinante percorso musicale attraverso alcune delle pagine più significative della tradizione polifonica europea tra Cinquecento e Seicento.
In programma composizioni di grandi maestri come Giovanni Pierluigi da Palestrina, Tomás Luis de Victoria, Felice Anerio, Girolamo Frescobaldi e Stefano Bernardi. Proprio da una delle opere più celebri di quest’ultimo prende il nome il concerto: la Messa Il bianco e dolce cigno, raffinato esempio della cosiddetta “messa parodia”, una tecnica compositiva che rielaborava materiale musicale già esistente per creare nuove architetture sonore.
L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto culturale della Camerata Musicale Barese, diretto artisticamente dal maestro Dino De Palma e coordinato per la parte organistica dal maestro Francesco Di Lernia, con l’obiettivo di valorizzare alcuni dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia della Puglia attraverso la musica.
Fondata nel 2007, la Cappella Musicale Corradiana è riconosciuta per il lavoro di ricerca e valorizzazione del repertorio sacro rinascimentale, barocco e classico, oltre che per l’attività dedicata alla riscoperta del patrimonio musicale pugliese e della Scuola Musicale Napoletana. Nel corso degli anni l’ensemble ha partecipato a festival e rassegne in Italia e all’estero, realizzando anche numerose prime esecuzioni moderne di opere rare e poco conosciute.
L’ingresso al concerto è libero. Un’occasione per lasciarsi trasportare dalle sonorità dello stilus antiquus e riscoprire, nel cuore del centro storico di Terlizzi, una delle espressioni più alte della tradizione musicale
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