Xylella e incendi boschivi: il Comune rafforza i controlli nelle aree rurali con le Guardie Campestri

Per chi risulterà inadempiente, le Guardie Campestri procederanno alla denuncia alle autorità competenti
Nei giorni scorsi, presso il Comando della Polizia Locale di Terlizzi, si è tenuto un incontro operativo tra l’Amministrazione comunale e le Guardie Campestri convenzionate con il Comune di Terlizzi. Al tavolo erano presenti il Sindaco Michelangelo De Chirico, l’Assessore alla Polizia Locale Gaetano Minutillo, l’Assessore all’Agricoltura Alessio Fiore, il Comandante della Polizia Locale Evangelista Marzano e una delegazione del consorzio delle Guardie Campestri.
Al centro del confronto, l’attuazione della convenzione stipulata tra il Comune e le Guardie Campestri per intensificare il monitoraggio del territorio agricolo ed extraurbano di Terlizzi. Un incontro voluto con convinzione dall’Amministrazione De Chirico per presidiare le aree rurali più esposte, con particolare attenzione al rischio incendi e al rispetto delle ordinanze fitosanitarie legate alla Xylella fastidiosa.
Nel corso della riunione sono stati definiti i criteri operativi per verificare il corretto adempimento delle prescrizioni normative da parte dei proprietari dei fondi agricoli. Per chi risulterà inadempiente, le Guardie Campestri procederanno alla denuncia alle autorità competenti.
«Vogliamo un presidio concreto del nostro territorio rurale. La convenzione con le Guardie Campestri è uno strumento operativo importante che va a contrastare l’inerzia di chi, fino ad oggi, ha ignorato obblighi chiari di legge. Chi non rispetta le ordinanze sulla Xylella o non adempie agli obblighi di prevenzione antincendio non può aspettarsi di passare inosservato perché mette a rischio il bene di tutti e dell’intero territorio».
I cittadini che intendono segnalare situazioni di rischio o irregolarità nelle aree rurali possono contattare direttamente le Guardie Campestri di Terlizzi al numero 080 351 6197 o il numero unico per le emergenze 112.
L’iniziativa si inserisce nel quadro più ampio delle politiche di tutela del patrimonio agricolo e ambientale del territorio, con un’attenzione crescente alle aree periferiche spesso meno presidiate.
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