Dalla “cenerentola” all’eccellenza da esportare: il florovivaismo pugliese attende la sua legge quadro

Terlizzi, la città dei fiori, al centro del confronto sul futuro del comparto

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Da settore considerato per anni la “cenerentola” dell’agricoltura a comparto strategico per l’economia nazionale, capace di esportare quasi l’80 per cento della propria produzione e di rappresentare una delle eccellenze del Made in Italy nel mondo. Il florovivaismo italiano, e in particolare quello pugliese, si prepara a voltare pagina grazie alla nuova legge quadro di settore, attesa da oltre trent’anni e ormai prossima all’approvazione definitiva.

Il tema è stato al centro del convegno promosso a Terlizzi dal sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, nella città che da sempre rappresenta uno dei principali cuori produttivi del comparto. Insieme a Leverano, Taviano, Copertino e Monopoli, Terlizzi costituisce infatti uno dei poli più importanti del florovivaismo regionale, un settore che in Puglia conta 618 imprese e oltre 3mila addetti.

Una realtà economica che, pur rappresentando circa il 5 per cento della produzione lorda vendibile complessiva dell’agricoltura, ha spesso dovuto fare i conti con l’assenza di una cornice normativa organica. Un vuoto che il Governo punta a colmare attraverso la legge delega 102 del 2024, il cui iter è ormai alle battute finali con l’ultimo passaggio in Consiglio dei Ministri e la successiva firma del Presidente della Repubblica.

A illustrarne i contenuti è stato il sottosegretario all’Agricoltura, Patrizio Giacomo La Pietra, tra i principali artefici del provvedimento insieme al ministro Francesco Lollobrigida. L’obiettivo, ha spiegato, è superare definitivamente la logica degli interventi episodici e delle risposte emergenziali per costruire un sistema fondato sulla programmazione e sulla competitività.

«Quasi l’80% di tutta la produzione florovivaistica nazionale va all’estero perché rappresenta un’eccellenza italiana. È stato fino a oggi un comparto considerato la cenerentola dell’agricoltura, e però ci sono tantissime potenzialità che ci possono permettere di conquistare anche nuovi mercati», ha sottolineato La Pietra.

Per il sottosegretario, la sfida passa soprattutto dalla capacità di fare sistema e valorizzare le diverse realtà territoriali. «Dobbiamo mettere tutto questo in rete e fare in modo che ci sia più collaborazione fra tutti i distretti nazionali: la concorrenza non è fra il distretto di Terlizzi o di Viareggio, di Lucca o Sanremo, la concorrenza è verso l’esterno».

La nuova normativa punta infatti a riorganizzare l’intera filiera, definendo con maggiore chiarezza i perimetri legislativi entro cui potranno operare le imprese e introducendo strumenti di sostegno strutturali. È già prevista una dotazione iniziale di 10 milioni di euro per l’istituzione di specifici capitoli di spesa e per la valorizzazione dei distretti nazionali del florovivaismo.

Numeri che raccontano un settore tutt’altro che marginale. Nel 2024 la Puglia ha registrato esportazioni per 58,6 milioni di euro, di cui 52,3 milioni diretti verso i Paesi dell’Unione Europea, confermandosi la sesta regione italiana per valore dell’export florovivaistico. A livello nazionale, l’Italia occupa il terzo posto in Europa, alle spalle soltanto di Paesi Bassi e Spagna.

Tra le novità più significative della legge quadro vi è anche il riconoscimento del verde urbano come bene primario, fondamentale per contrastare il surriscaldamento delle città e l’inquinamento atmosferico. La gestione del patrimonio arboreo e delle aree verdi verrà affidata esclusivamente a soggetti qualificati, con l’obiettivo di evitare interventi improvvisati e tutelare il paesaggio.

Un aspetto che amplia la portata della riforma oltre la sola dimensione produttiva, legandola ai temi della sostenibilità ambientale e della qualità della vita nei centri urbani.

A ribadire la vicinanza dell’esecutivo alle imprese è stato infine il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, promotore dell’iniziativa terlizzese. «Oggi ci ritroviamo in un convegno di nicchia, aperto ai maggiori operatori di settore, per rappresentare la vicinanza del Governo Meloni a chi produce Pil e quindi dà una spinta all’economia della nostra nazione, che poi a cascata serve per sostenere, ad esempio, la sanità e le pensioni».

Parole che restituiscono il senso di una stagione nuova per un comparto che, da sempre legato alla tradizione agricola pugliese, punta oggi a consolidare il proprio ruolo sui mercati internazionali e a trasformare la storica vocazione florovivaistica di territori come Terlizzi in un motore ancora più forte di sviluppo economico e occupazionale.

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