Casa, a Terlizzi il mutuo assorbe fino al 30% del reddito familiare

È quanto emerge dal rapporto «Scenari regionali dell’edilizia – Puglia» del Centro Studi Ance, che analizza il peso della spesa abitativa sui bilanci familiari

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Acquistare casa a Terlizzi può richiedere a una famiglia con un reddito medio-basso di destinare alla rata del mutuo poco più del 30% delle proprie disponibilità economiche. È quanto emerge dal rapporto «Scenari regionali dell’edilizia – Puglia» del Centro Studi Ance, che analizza il peso della spesa abitativa sui bilanci familiari.

Per i nuclei con un reddito annuo fino a circa 18.500 euro, l’indice di accessibilità all’acquisto si attesta al 30,2%. La percentuale scende al 21,3% per le famiglie con entrate fino a circa 26.500 euro l’anno. In termini concreti, nella fascia economicamente più fragile quasi un euro su tre deve essere destinato al pagamento mensile del mutuo.

L’elaborazione è stata realizzata utilizzando i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare, dell’Agenzia delle Entrate, della Banca d’Italia e del ministero dell’Economia. L’indicatore misura la quota di reddito disponibile necessaria per sostenere l’acquisto di un’abitazione.

Nel confronto con gli altri comuni della seconda cintura della Città metropolitana, Terlizzi si colloca in una fascia intermedia. Il peso della rata risulta maggiore a Molfetta, dove raggiunge il 33,8% per le famiglie con redditi più bassi, a Ruvo di Puglia e Rutigliano, entrambe al 33%, e a Casamassima, con il 31,4%.

La situazione appare invece meno onerosa a Palo del Colle, dove l’indice si ferma al 28,5%, a Conversano, al 28,2%, ad Altamura, al 26,5%, e a Bitetto, al 26,4%. Le percentuali più contenute riguardano Acquaviva delle Fonti e Binetto.

I valori più elevati dell’intera area metropolitana si registrano a Monopoli e Polignano a Mare, dove una famiglia con un reddito annuo fino a circa 18.500 euro dovrebbe destinare alla rata rispettivamente il 46,2% e il 46% delle proprie entrate. Seguono Mola di Bari, Giovinazzo e Molfetta.

Il dato di Terlizzi supera anche la media rilevata nei capoluoghi pugliesi, pari al 29,4% per le famiglie appartenenti alla fascia di reddito più bassa presa in esame e al 20,7% per quella immediatamente superiore. Una distanza contenuta, ma indicativa delle difficoltà che continuano a incontrare i nuclei con minore capacità di spesa.

«Se escludiamo il mercato del nuovo, che continua a tirare, trovare un’abitazione a un costo sostenibile è sempre più difficile per le famiglie a reddito medio-basso», afferma il presidente di Ance Bari e Bat, Nicola Bonerba. Secondo l’associazione, il Piano Casa nazionale potrebbe contribuire ad affrontare l’emergenza, a partire dal recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale.

Ance chiede inoltre strumenti urbanistici meno complessi, procedure amministrative più rapide e un sistema autorizzativo più efficiente. «Senza una semplificazione effettiva — conclude Bonerba — si rischia di non poter dare risposta all’emergenza abitativa».

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