Terlizzi, la città dei pendolari: oltre la metà dei lavoratori è occupato fuori città

È quanto emerge dall’elaborazione dei dati sui flussi casa-lavoro dell’Istat, realizzata nell’ambito del progetto europeo Mno-Minds
Terlizzi si conferma uno dei comuni del Nord Barese con la più alta propensione al pendolarismo lavorativo. Meno di un lavoratore residente su due, infatti, svolge la propria attività nel comune in cui vive, mentre quasi il 40% è costretto a spostarsi quotidianamente verso altri territori per raggiungere il posto di lavoro.
È quanto emerge dall’elaborazione dei dati sui flussi casa-lavoro dell’Istat, realizzata nell’ambito del progetto europeo Mno-Minds, coordinato dall’Istituto nazionale di statistica e cofinanziato da Eurostat. Lo studio fotografa gli spostamenti quotidiani dei lavoratori italiani e offre una fotografia dettagliata della capacità dei singoli territori di trattenere la propria forza lavoro e di attrarre occupati provenienti dall’esterno.
L’analisi, conclusa nel 2025 dopo due anni di ricerca, ha preso in esame oltre 19,5 milioni di lavoratori che almeno tre giorni alla settimana si recano dal comune di residenza al luogo abituale di lavoro. Per ciascun comune italiano sono stati elaborati tre indicatori: la quota di residenti che lavora nel proprio comune, quella di chi si sposta verso altri territori e quella dei lavoratori che raggiungono il comune provenendo dall’esterno.
Nel caso di Terlizzi, il 48,78% dei residenti occupati lavora nello stesso comune. Ciò significa che oltre la metà dei lavoratori terlizzesi svolge la propria attività altrove o è coinvolta in dinamiche di mobilità lavorativa. In particolare, il 39,86% esce ogni giorno dal comune per raggiungere il luogo di lavoro, una delle percentuali più elevate tra i principali centri del Nord Barese e della BAT.
Il confronto con i comuni limitrofi restituisce un quadro piuttosto significativo. La quota di residenti che lavora nel proprio comune è sensibilmente inferiore rispetto a quella registrata nei principali poli occupazionali dell’area: Barletta raggiunge il 73,91%, Andria il 69,36% e Corato il 62,26%. Anche Trani (57,34%), Bisceglie (56,42%) e Ruvo di Puglia (53,05%) fanno registrare valori superiori a quelli di Terlizzi. Soltanto Bitonto (47,92%) e Molfetta (46,02%) presentano percentuali leggermente inferiori.
Ancora più significativo è il dato relativo agli spostamenti quotidiani. Con il 39,86% di lavoratori che ogni giorno lascia il comune per motivi professionali, Terlizzi si colloca ai vertici della classifica territoriale del pendolarismo. Una percentuale superiore a quella di Bitonto (32,93%), Ruvo di Puglia (32,46%), Bisceglie (30,12%) e Trani (24%). Molto più contenuti, invece, i valori di Andria (13,67%), Barletta (12,15%) e Bari (12,13%), centri che concentrano una maggiore offerta occupazionale e riescono a trattenere la gran parte dei propri residenti.
Più contenuta risulta anche la capacità attrattiva del territorio terlizzese. I lavoratori provenienti da altri comuni rappresentano infatti l’11,36% del totale degli occupati presenti in città, il dato più basso tra i principali comuni del comprensorio considerati dall’analisi. Terlizzi si colloca al di sotto di Corato (15,28%), Ruvo di Puglia (14,49%), Bisceglie (13,46%), Trani (18,65%), Bitonto (19,15%) e ben distante dai grandi poli occupazionali come Molfetta (32,32%) e Bari (38,16%), che ogni giorno attraggono migliaia di lavoratori dall’intera area metropolitana.
I numeri restituiscono dunque l’immagine di un comune fortemente integrato con il sistema economico del territorio circostante, ma che continua a esportare una parte significativa della propria forza lavoro. Il pendolarismo rappresenta per molti cittadini terlizzesi una componente strutturale della vita quotidiana, segno di un mercato del lavoro sempre più interconnesso ma anche della necessità di rafforzare la capacità del territorio di generare nuove opportunità occupazionali e trattenere maggiormente le proprie competenze.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro