La mortalità cala, le tragedie non si fermano: il Barese resta l’area più colpita dagli incidenti stradali

Incidente stradale

I dati del Rapporto sull’incidentalità stradale in Puglia 2025

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Le statistiche raccontano una Puglia più sicura, ma la cronaca del 2026 ricorda che sulle strade della provincia di Bari il prezzo da pagare continua a essere altissimo. Dall’inizio dell’anno numerosi incidenti, alcuni dei quali mortali, hanno scandito l’attualità del territorio metropolitano: schianti sulle arterie provinciali, violenti impatti lungo la statale 16 e sulla SS96, investimenti di pedoni e sinistri che hanno coinvolto motociclisti e giovani conducenti. Episodi diversi tra loro, accomunati da un denominatore: la provincia barese continua a essere l’area della Puglia in cui si concentra il maggior numero di incidenti stradali, nonostante il quadro generale mostri segnali di miglioramento.

A evidenziarlo è il nuovo Rapporto sull’incidentalità stradale in Puglia 2025, elaborato dal Centro regionale di monitoraggio e governo della Sicurezza stradale (CReMSS) di ASSET sulla base dei dati ISTAT. Nel 2025 sono stati registrati 11.249 incidenti con lesioni, il 2% in più rispetto all’anno precedente, ma la loro gravità è diminuita sensibilmente. Gli incidenti mortali sono scesi del 19,9%, passando a 177, mentre le vittime sono diminuite da 241 a 190 (-21,2%). L’indice di mortalità è così passato dal 2,2% del 2024 all’1,7% del 2025, confermando una riduzione degli eventi più gravi pur a fronte di un lieve aumento dei sinistri e dei feriti.

Bari resta la provincia con più incidenti e vittime

La Città metropolitana di Bari continua a essere il territorio nel quale si concentra la quota più consistente dell’incidentalità regionale. Nel 2025 sono stati rilevati 4.107 incidenti, pari a oltre un terzo del totale pugliese, con 47 vittime e 6.093 feriti. Nessun’altra provincia registra numeri così elevati. Seguono Foggia con 1.441 incidenti e 42 morti, Lecce con 1.909 sinistri e 29 vittime, Taranto con 1.637 incidenti e 27 decessi, Brindisi con 1.111 incidenti e 27 morti e la Bat con 1.044 sinistri e 18 vittime. Se il dato barese evidenzia una diminuzione della mortalità dell’11,3% rispetto al 2024, il territorio continua comunque a rappresentare il principale osservato speciale della sicurezza stradale pugliese.

Le statistiche trovano conferma nella cronaca quotidiana. Anche nel 2026 le principali arterie della provincia sono state teatro di numerosi gravi incidenti, spesso concentrati sulle strade extraurbane che collegano Bari ai comuni dell’hinterland e del Nord Barese. Una sequenza di episodi che ha riportato al centro del dibattito il tema della manutenzione delle infrastrutture, dei controlli e dei comportamenti alla guida, dimostrando come il miglioramento registrato dai dati non abbia ancora trovato un corrispettivo nella percezione di sicurezza di cittadini e automobilisti.

Fine settimana, strade extraurbane e velocità: dove il rischio resta più elevato

Il rapporto individua con precisione anche quando e dove gli incidenti diventano più pericolosi. Luglio è il mese con il maggior numero di sinistri e di feriti, mentre agosto registra il numero più elevato di vittime. Il fine settimana continua a rappresentare il momento più critico: sabato e domenica concentrano il 25,1% degli incidenti ma quasi il 40% dei decessi. Ancora più significativa è la fascia oraria tra le 3 e le 6 del mattino, nella quale si registra un indice di mortalità di 6,2 morti ogni cento incidenti, quasi quattro volte superiore alla media regionale.

Anche il luogo in cui avvengono gli incidenti racconta molto della loro gravità. Se oltre il 71% dei sinistri si verifica nei centri abitati, più del 70% delle vittime perde la vita fuori dai centri urbani. Le strade provinciali hanno fatto registrare un incremento dell’11,9% degli incidenti, mentre quelle urbane sono le uniche sulle quali aumenta il numero dei decessi rispetto all’anno precedente. Gli scontri avvengono soprattutto agli incroci e sui rettilinei, ma è proprio su questi ultimi che si concentra quasi il 60% delle vittime.

Distrazione e velocità restano le principali cause

L’analisi delle circostanze conferma un quadro ormai consolidato. Velocità eccessiva, distrazione, manovre irregolari e mancato rispetto delle precedenze continuano a rappresentare le principali cause degli incidenti mortali. Crescono gli investimenti di pedoni, unica tipologia nella quale aumenta anche il numero delle vittime, mentre si registra un maggiore coinvolgimento dei giovani conducenti tra i 14 e i 29 anni. Più di sei veicoli coinvolti su dieci, inoltre, hanno oltre dieci anni di anzianità, un elemento che contribuisce a delineare il profilo del parco circolante pugliese.

«Il calo delle vittime sulle strade pugliesi è un dato incoraggiante, che dimostra come investire nella sicurezza possa produrre risultati concreti, ma 190 vite spezzate in un anno restano un numero inaccettabile e ci ricordano che non possiamo abbassare la guardia», ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Piemontese. Sulla stessa linea il direttore generale di ASSET, Elio Sannicandro: «La riduzione delle vittime è un risultato importante, ma non può indurci ad abbassare la guardia. Gli incidenti e i feriti continuano ad aumentare e la gravità degli eventi resta particolarmente elevata sulle strade extraurbane, durante il fine settimana e nelle ore notturne».

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