Nel segno della fede e della memoria: Terlizzi onora la sua storia

Un contribuito di Maurizio Vino

919 commenta

La Festa Maggiore non è soltanto il tempo della devozione, delle solenni celebrazioni e del maestoso Carro Trionfale. È anche il momento in cui una comunità ritrova se stessa, riconosce le proprie radici e rende omaggio a coloro che, nel corso degli anni, hanno avuto l’onore e la responsabilità di custodirne e tramandarne la tradizione.

È con questo spirito che, in occasione del Solenne Pontificale celebrato nella Concattedrale di San Michele Arcangelo, la Festa Maggiore 2026 ha vissuto un momento di particolare intensità e significato.

Accanto all’attuale presidente del Comitato Feste Patronali, Barione, erano presenti anche i presidenti che lo hanno preceduto, uomini e donne che, in stagioni diverse e con sensibilità e responsabilità proprie, hanno dedicato tempo, energie e passione alla Festa di Maria SS. di Sovereto.

Una presenza tutt’altro che simbolica: una testimonianza concreta di continuità, un ideale passaggio di testimone tra generazioni di uomini, donne che hanno avuto il privilegio di mettersi al servizio della propria città e della sua Patrona.

A rendere ancora più solenne questo incontro è stata la presenza del nuovo Vescovo della Diocesi, S.E. Mons. Domenico Basile, che proprio quest’anno ha vissuto per la prima volta, nella sua veste episcopale, la Festa Maggiore di Terlizzi.

Al termine della celebrazione, i presidenti hanno voluto rivolgere al nuovo Pastore un omaggio che racchiudesse in sé la devozione, la cultura e l’identità della nostra terra: un prezioso piatto rigorosamente in ceramica, espressione di quell’arte antica che a Terlizzi trova una delle sue più autentiche forme di bellezza.

Un manufatto impreziosito da un ricco decoro ornamentale, fatto di eleganti volute, foglie e motivi floreali, nei luminosi toni del turchese, del verde, del giallo e del blu, raccolti attorno a un raffinato motivo centrale quasi a forma di rosone.

Non un semplice oggetto, dunque, ma un frammento di Terlizzi consegnato al suo nuovo Vescovo.
Nella ceramica, l’arte delle mani.
Nei colori, la luce della nostra terra.
Nel gesto del dono, la devozione di un popolo.
E nella presenza degli ex presidenti, la memoria viva di una tradizione che continua.

Un omaggio che assume così un significato ancora più alto: consegnare a Mons. Basile qualcosa che possa custodire nel tempo il ricordo della sua prima Festa Maggiore da Vescovo, legandolo idealmente alla città, alla sua storia e alla sua amatissima Maria SS. di Sovereto.

Ma il filo della memoria non si è interrotto con la conclusione del Pontificale.

Successivamente, presso la sede del Comitato Festa Patronale, è stato l’attuale presidente Barione a voler rivolgere un gesto di particolare affetto e riconoscenza ai suoi predecessori.
A ciascuno di loro è stata consegnata una immagine lignea della nostra Patrona, Maria SS. di Sovereto
Un dono semplice nella sua forma, ma immenso nel suo significato.
Perché quella piccola immagine della Vergine non rappresenta soltanto la Patrona di Terlizzi: rappresenta la gratitudine verso chi ha servito la Festa, il riconoscimento per il lavoro svolto, la stima per le responsabilità assunte e l’affetto verso coloro che, prima di oggi, hanno avuto l’onore di guidare il Comitato.

È un gesto che va oltre la semplice cortesia.
È un modo per dire: “Il vostro lavoro non è stato dimenticato.”
Le feste cambiano, gli uomini cambiano, le stagioni della vita si susseguono. Ma ciò che viene compiuto con amore per la propria comunità rimane.
E così, tra le navate della Concattedrale e le mura della sede del Comitato, si è idealmente ricomposta una grande famiglia: quella dei presidenti che hanno servito la Festa Maggiore, quella della comunità terlizzese e, al centro di tutto, Lei, Maria SS. di Sovereto.
Una Patrona che continua a unire passato, presente e futuro.
Perché la Festa Maggiore non vive soltanto nel giorno in cui il Carro Trionfale attraversa le strade della città.

Vive nella memoria di chi l’ha servita.
Vive nelle mani di chi oggi la custodisce.
Vive nei gesti di chi sa riconoscere il valore di ciò che è stato fatto prima di lui.
E vive soprattutto nella fede di un popolo che, da secoli, si stringe attorno alla sua Vergine.

E forse è proprio questo uno dei significati più autentici della Festa: non essere proprietari di una tradizione, ma esserne custodi per un tempo, con l’umiltà di riceverla da chi ci ha preceduto e la responsabilità di consegnarla, ancora più viva, a chi verrà dopo di noi.

Viva Maria SS. di Sovereto.
Viva la Festa Maggiore.
Viva Terlizzi e la sua storia.

Maurizio Vino

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!