Luca Mazzone saluta il Mondiale: «Dietro ogni chilometro ci sono sempre tante persone»

Si conclude l’esperienza del campione terlizzese, con un bis di medaglie
«E anche questo Mondiale è finito… alleluia, alleluia». Luca Mazzone affida ai social il suo saluto alla rassegna iridata appena conclusa, scegliendo l’ironia per sciogliere la tensione dopo giorni di gare, fatica e concentrazione. Ma dietro la battuta c’è soprattutto un lungo messaggio di gratitudine rivolto a chi, nel corso della stagione, ha accompagnato il paraciclista pugliese dentro e fuori dalle competizioni.
Il primo pensiero è per la fatica, compagna inevitabile di ogni atleta di alto livello. «A volte paga e a volte no – scrive Mazzone – ma dà comunque la soddisfazione di poter competere ad alti livelli, mettendosi sempre alla prova».
Parole che raccontano bene la dimensione di uno sport in cui il risultato è soltanto la parte visibile di un percorso molto più lungo, fatto di allenamenti, preparazione tecnica e ricerca continua del dettaglio.
Mazzone ringrazia quindi la propria società, il CC Aniene, «sempre presente e vicina, pronta a sostenere tutto ciò che è necessario affinché io possa essere competitivo», e Barile Flowers Service, definito il suo «primo supporter», per «la continuità e per il sostegno che non è mai mancato».
Il passaggio più personale è però quello dedicato alla famiglia. «Un grazie immenso a mio figlio e mia moglie. Per loro le parole non esistono: la sicurezza psicologica, la motivazione e la fiducia che riescono a trasmettermi durante tutto l’anno agonistico sono qualcosa di fondamentale».
Nel bilancio del Mondiale c’è spazio anche per lo staff della Nazionale, ringraziato «per l’assistenza e la professionalità», e per gli amici che hanno contribuito alla preparazione nelle settimane precedenti alla competizione.
Mazzone cita Giuseppe Campanale, per la disponibilità negli allenamenti con la “dietrobici” elettrica, Fabio De Leo, per il lavoro svolto sulla nuova forcella con freno a disco idraulico, e Giuseppe Belgiovine, intervenuto a pochi giorni dalla partenza per mettere a punto la forcella da 28 pollici.
Una rete di persone che, nelle parole del campione, diventa parte integrante della prestazione sportiva. «Dietro una gara, dietro un risultato, dietro ogni chilometro ci sono sempre tante persone», sottolinea.
Il ringraziamento si allarga poi a chi lo ha sostenuto durante gli allenamenti, anche soltanto con «un sorriso e un incitamento», ai tanti che continuano a seguirlo sui social e alle testate giornalistiche che danno spazio allo sport paralimpico.
E nel lungo elenco trova posto anche il clima dell’Alabama, affrontato con la consueta ironia: «Grazie al caldo umido dell’Alabama che mi ha fatto sentire in Puglia».
Adesso, concluso il Mondiale, è arrivato il momento di rallentare. «Ora si stacca un po’ – scrive Mazzone – perché anche la testa, dopo aver dato tutto, ha bisogno di respirare», possibilmente con un po’ di mare.
La chiusura riprende così l’esordio del messaggio, quasi a sancire la fine di un’altra intensa pagina della carriera: «Mondiale finito. Alleluia, alleluia!».
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