Terlizzi haute couture: un salotto di eleganza, spettacolo e cultura raccontata sotto le stelle

Un contributo a cura di Maurizio Vino
C’è una Terlizzi che conosciamo ogni giorno e ce n’è un’altra che, quando si veste a festa, sembra ricordarci improvvisamente quanto sia bella. È quella che sabato sera ha preso forma in piazza Cavour, tra luci, fiori, moda, arte, teatro e volti capaci di raccontare una città ben oltre la semplice dimensione dello spettacolo.
La terza edizione di “Moda in Fiore”, organizzata da Pubblimedia con il patrocinio oneroso del Comune di Terlizzi e della Pro Loco UNPLI Terlizzi, ha infatti superato i confini del consueto défilé per diventare un piccolo, prezioso racconto della nostra identità. La moda è stata il filo conduttore, ma intorno alla passerella hanno trovato posto la storia, le tradizioni, l’artigianato, il talento e quella cultura del bello che appartiene profondamente alla nostra comunità.
E così, sotto la Torre Normanna, la piazza si è trasformata in un salotto scintillante. Fiori, ceramiche, luce e scenografia hanno dialogato con le collezioni autunno/inverno, restituendo al pubblico non soltanto silhouettes, tessuti, tagli e accessori, ma una vera esperienza sensoriale. Una scelta particolarmente significativa alla vigilia dell’Infiorata Verticale, che proprio in questi giorni ha portato nel cuore della città migliaia di boccioli trasformati in arte. Un progetto nato dai fiori, ma diventato incontro, cultura e comunità.
E forse è proprio questo il merito più grande della serata: aver dimostrato che la moda può diventare un linguaggio attraverso il quale una città racconta se stessa.
A dare un respiro nazionale alla manifestazione è stata la presenza della madrina Adriana Volpe. Ma più ancora della notorietà, a colpire è stata la naturalezza con cui ha abitato la nostra piazza.
Fresca, sorridente, spontanea, professionale: Adriana Volpe è sembrata entrare immediatamente in sintonia con Terlizzi, quasi fosse una presenza familiare, una di quelle persone che non hanno bisogno di molto tempo per sentirsi a casa. Ed è stata forse proprio questa naturalezza a rendere la sua presenza particolarmente preziosa.
La sua è una carriera costruita in televisione, nel cinema e nella conduzione di importanti programmi Rai e TV, ma c’è un aspetto della sua esperienza che appare particolarmente coerente con lo spirito di “Moda in Fiore”: la capacità di raccontare i territori e le loro tradizioni. Oggi Volpe conduce infatti Linea Verde Tradizioni, programma Rai dedicato alla storia, alla cultura popolare e alle tradizioni che si tramandano di generazione in generazione.
Non è un dettaglio secondario. Nel percorso di Linea Verde Tradizioni il mondo delle Pro Loco, delle feste popolari, dei mestieri antichi e del patrimonio culturale immateriale occupa un posto centrale; la stessa UNPLI ha raccontato la partecipazione di Volpe a iniziative dedicate proprio alla valorizzazione delle peculiarità dei piccoli centri e delle loro identità.
E allora la sua presenza a Terlizzi è sembrata quasi naturale: una donna dello spettacolo che sa stare sul palcoscenico, ma anche una professionista abituata ad ascoltare e raccontare ciò che vive fuori dal palcoscenico.
Poi il momento in cui la moda ha lasciato spazio alla memoria.
La lettura scenica della regista teatrale Lina Tricarico Cagnetta ha riportato la serata verso quelle radici che troppo spesso rischiamo di dimenticare. Non una semplice parentesi teatrale, ma un omaggio alla nostra città, alla sua storia e alle persone che l’hanno costruita.
Perché l’arte non ha età. E soprattutto non ha età la voglia di spendersi e mettersi ancora in gioco per il proprio paese.
La voce di Lina ha toccato corde intime, riportando idealmente alla luce quelle “voci del passato” che raccontano uomini e donne, personaggi e vicende che hanno contribuito a dare forma a Terlizzi. Un patrimonio che non dovrebbe rimanere confinato alla memoria di pochi.
E proprio qui emerge un tema che merita attenzione: la necessità di portare la conoscenza della storia e delle tradizioni locali anche nelle scuole, affinché le nuove generazioni possano conoscere non soltanto ciò che Terlizzi possiede oggi, ma anche chi, prima di loro, ha contribuito a renderla quella che è.
Non è nostalgia. È educazione alla propria identità.
L’impegno di Lina e della Compagnia Gymnasium appartiene da anni a questo percorso di promozione culturale attraverso il teatro, come testimoniano anche le recenti iniziative cittadine dedicate alla compagnia e alla sua fondatrice.
E se la serata doveva parlare di moda, non poteva esserci riconoscimento più significativo del Premio alla carriera conferito al Cavaliere del Lavoro Damiano Guastamacchia.
Perché parlare di Guastamacchia significa parlare di una pagina importante della sartorialità terlizzese. Una storia che affonda le proprie radici nella formazione artigiana, nell’ago, nel ditale, nel ferro da stiro, nella scuola di taglio sartoriale di Torino e in una prima sartoria aperta a Terlizzi già negli anni Sessanta. Una storia cresciuta nel tempo attraverso la capacità di unire tradizione, eleganza, innovazione e commercio.
Il riconoscimento alla carriera è stato dunque molto più di un premio: è sembrato un tributo alla cultura sartoriale italiana, a quella cura del dettaglio, alla qualità del tessuto, alla manualità e alla ricerca dello stile che hanno fatto del Made in Italy un riferimento nel mondo.
Mi pregio personalmente di conoscerlo e frequentarlo, condividendo con lui anche l’appartenenza all’associazione culturale Agorà di Terlizzi. Ed è proprio per questo che quel riconoscimento ha avuto, per chi conosce la sua storia, un significato ancora più autentico.
A tenere insieme i tanti linguaggi della serata, ancora una volta, Angela Molinari, ormai presenza familiare di “Moda in Fiore”. Con la sua freschezza e professionalità ha accompagnato il pubblico tra sfilate, sorrisi, interviste e momenti di spettacolo, mantenendo quel ritmo necessario perché una serata così articolata non perdesse mai il proprio filo narrativo.
E accanto agli artisti, ai commercianti e agli ospiti, c’è una realtà che merita di essere ricordata: la Pro Loco UNPLI Terlizzi, che continua a interpretare il proprio ruolo di amante, promotrice e custode della città. Una presenza che, nella serata di “Moda in Fiore”, ha trovato espressione anche nella partecipazione del presidente della Pro Loco di Terlizzi, Franco Dello Russo, e del presidente regionale UNPLI Puglia, Rocco Lauciello, entrambi presenti a testimoniare l’attenzione e l’impegno verso le iniziative che contribuiscono a dare valore e visibilità al territorio.
Dalla storia alle rievocazioni, dal teatro alla musica, dai fiori alle tradizioni popolari, il lavoro della Pro Loco si inserisce in quella missione di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale che oggi è sempre più importante per i piccoli centri. Anche a Terlizzi, la partecipazione a iniziative storiche e culturali ha coinvolto artisti, scuole e giovani proprio con l’obiettivo di tramandare ciò che rischierebbe di essere dimenticato.
E proprio la presenza congiunta di Dello Russo e Lauciello ha dato alla serata un ulteriore significato: quello di una rete che parte dalla comunità locale e si apre a una dimensione regionale, mettendo in relazione la valorizzazione della nostra città con il più ampio patrimonio di cultura, tradizioni e identità custodito dalle Pro Loco pugliesi.
Una Pro Loco, dunque, sempre più amante, promotrice e custode della nostra amata città, impegnata a trasformare la bellezza che Terlizzi possiede in occasioni concrete di conoscenza, partecipazione e promozione del territorio.
Alla fine, forse, “Moda in Fiore” non ha parlato soltanto di moda.
Ha parlato di bellezza, tradizione, cultura e folklore terlizzese. Ha messo insieme il fiore e la terracotta, la passerella e il teatro, la sartoria e la memoria, una grande professionista della televisione e gli artisti della nostra terra.
Ha dimostrato che una città può raccontarsi anche attraverso una serata di spettacolo, purché dietro lo spettacolo ci sia un’identità.
E allora torna alla mente quella frase: Cara Terlizzi, quando ti vesti a festa sei proprio bella. In realtà, lo sei sempre.
Forse il vero compito di manifestazioni come questa è proprio ricordarcelo. Terlizzi ha ricchezze che spesso guardiamo senza più vederle. I fiori, la ceramica, la sartoria, il teatro, la storia, le persone. Sono già qui. Bisogna soltanto imparare a raccontarle, valorizzarle e, soprattutto, tramandarle.
Ieri sera, per qualche ora, Terlizzi non ha soltanto sfilato.
Si è raccontata. E, guardandola sotto quelle luci, è stato bello riconoscerla.
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