Terrafuoco torna a Terlizzi: a novembre la quarta edizione dedicata al Mediterraneo

In programma residenze artistiche, mostre e un’installazione di dodici vasi monumentali dedicata alla memoria dello storico Renato Brucoli
Terlizzi si prepara ad accogliere la quarta edizione di Terrafuoco, la rassegna dedicata alla ceramica contemporanea che tornerà nel mese di novembre con un programma di mostre, residenze artistiche e installazioni diffuse nel centro cittadino. Al centro dell’edizione 2026 ci sarà il Mediterraneo, scelto come tema di un percorso creativo che metterà in relazione la tradizione ceramica locale con i linguaggi dell’arte e del design contemporanei.
Il titolo scelto per quest’anno è “Mare Nostrum”, un riferimento al Mediterraneo inteso non soltanto come spazio geografico, ma come luogo di incontro tra popoli, culture e tradizioni. Un tema che guiderà il lavoro degli artisti coinvolti, chiamati a confrontarsi con la storia e l’identità del territorio attraverso la lavorazione dell’argilla.
Promossa dal Comune di Terlizzi e dalla Regione Puglia, con il contributo organizzativo di Space Clay, la manifestazione si inserisce nella rete POP – Pottery of Puglia, il progetto di valorizzazione del patrimonio ceramico regionale che vede coinvolta anche Confartigianato.
Uno degli elementi centrali della rassegna sarà la residenza artistica, durante la quale artisti e designer internazionali lavoreranno per diverse settimane nei laboratori storici della città, affiancando i maestri ceramisti terlizzesi. L’obiettivo è favorire lo scambio di competenze e sperimentare nuove forme espressive, partendo dalle tecniche tradizionali della lavorazione della terracotta.
La direzione artistica è affidata allo scultore molfettese Mauro Antonio Mezzina, mentre la curatela sarà del critico Tommaso Evangelista.
La mostra principale sarà allestita negli spazi della Pinacoteca Michele De Napoli, ma il progetto espositivo interesserà anche le strade cittadine, con opere e installazioni pensate per coinvolgere il pubblico al di fuori dei tradizionali luoghi espositivi.
Tra le iniziative più significative figura la realizzazione di dodici vasi monumentali dedicati alla memoria di Renato Brucoli, lo storico terlizzese che avviò il percorso per il riconoscimento di Terlizzi come Città della Ceramica.
I manufatti saranno collocati su basamenti cubici in cemento, alti 60 centimetri e rivestiti di piastrelle, raggiungendo complessivamente un’altezza superiore a un metro e settanta. La produzione sarà finanziata dagli imprenditori locali.
Per la decorazione dei vasi, gli organizzatori hanno lanciato una chiamata pubblica rivolta ad architetti, designer, artisti e cittadini disponibili a contribuire volontariamente. L’intenzione è dare vita a un’opera collettiva che rappresenti il legame tra la comunità terlizzese e la propria tradizione ceramica. Per informazioni e adesioni è possibile contattare Space Clay all’indirizzo info@spaceclay.info oppure al numero 375 9277062.
Sull’importanza della manifestazione è intervenuto il sindaco di Terlizzi, sottolineando il ruolo acquisito dalla città nel panorama della ceramica artistica. «Terlizzi si conferma fulcro dell’arte ceramica a livello nazionale e internazionale. Fin dal nostro insediamento abbiamo posto la terracotta al centro dell’agenda istituzionale, ottenendo il riconoscimento di “Città di affermata tradizione ceramica”», ha dichiarato il primo cittadino. «Con Terrafuoco 2026 puntiamo a rendere la città ancora più attrattiva, proiettando la maestria dei nostri ceramisti su scala globale».
Per l’assessore alle Attività produttive e Marketing territoriale, Alessio Fiore, la rassegna rappresenta anche un’occasione di sviluppo economico. «La ceramica è un pilastro economico e un volano di sviluppo», ha evidenziato, richiamando la capacità dell’artigianato locale di coniugare tradizione e innovazione. Il tema del Mediterraneo, ha aggiunto, offre inoltre nuove opportunità di confronto tra territori accomunati da una storia produttiva e culturale condivisa.
Sul rapporto tra creatività e attività artigianali si è soffermata anche Angela Pacifico, direttrice di Confartigianato Bari BAT Brindisi. «Il valore di Terrafuoco sta nel portare la creatività contemporanea dentro i luoghi della produzione. I nostri laboratori non sono musei, ma spazi in cui competenze e sperimentazione generano nuova economia». Pacifico ha richiamato anche la necessità di coinvolgere le nuove generazioni, affinché l’artigianato possa continuare a rappresentare una concreta opportunità professionale.
Michele Dituri, presidente di Confartigianato Imprese Puglia, ha invece sottolineato il valore della collaborazione tra maestri ceramisti e designer, definendola un esempio di «Intelligenza Artigiana». Un modello che, secondo Dituri, trova una particolare espressione proprio nel progetto dedicato a Renato Brucoli, sostenuto dagli imprenditori del territorio.
Con la quarta edizione, Terrafuoco punta dunque a consolidare il ruolo di Terlizzi come centro di produzione e sperimentazione ceramica, valorizzando il patrimonio artigianale e promuovendo nuove occasioni di incontro tra artisti, imprese e cittadini.
L’appuntamento è per novembre, quando la città ospiterà le opere e le attività di una manifestazione che intende affiancare alla dimensione espositiva quella della partecipazione collettiva.
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