Il Movimento 5 Stelle replica all’Udc: «Basta distribuire patenti di pacifismo»

Il gruppo territoriale pentastellato risponde alle critiche sulla posizione assunta rispetto alla guerra in Ucraina e sull’eredità di don Tonino Bello

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Si accende il confronto politico a Terlizzi sul tema della pace, del sostegno militare all’Ucraina e del richiamo alla figura di don Tonino Bello. Dopo le critiche avanzate dall’Udc, arriva la replica del gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle, che difende l’evoluzione delle proprie posizioni sul conflitto russo-ucraino e respinge le accuse di incoerenza.

Al centro della polemica c’è il voto favorevole espresso dal Movimento 5 Stelle, il 1° marzo 2022, al decreto del governo Draghi che prevedeva anche misure a sostegno dell’Ucraina dopo l’invasione russa. Una scelta che i pentastellati non rinnegano, ma che invitano a contestualizzare alla luce delle successive iniziative politiche.

«Sì, il 1° marzo 2022, a pochi giorni dall’invasione russa, il Movimento votò il decreto del governo Draghi, di cui faceva parte. Non l’abbiamo mai nascosto», si legge nella nota. Il gruppo territoriale ricorda quindi che già nel giugno dello stesso anno il Movimento aveva chiesto una svolta verso la de-escalation e un maggiore coinvolgimento del Parlamento nelle decisioni relative a nuovi invii di armi.

Nella ricostruzione dei pentastellati vengono richiamate anche la risoluzione presentata nel gennaio 2024 per interrompere le forniture militari e la posizione contraria assunta dagli eurodeputati del Movimento rispetto a una risoluzione del Parlamento europeo del luglio 2024.

«Cambiare linea di fronte ai fatti non è ipocrisia: è quello che si chiede a chi governa», sostengono i rappresentanti del M5S, che ribaltano l’accusa nei confronti degli interlocutori politici: «Ipocrita è semmai chi non è riuscito a cambiare idea, perché non ne ha mai avuta una propria».

La replica assume poi toni più personali. Il Movimento contesta il percorso politico dell’autore del comunicato dell’Udc, ricordandone una precedente vicinanza proprio ai pentastellati, anche attraverso la partecipazione a iniziative pubbliche con la bandiera della pace.

«Evidentemente la memoria è un bene che si smarrisce con la stessa facilità con cui si cambia casacca», affermano i rappresentanti del gruppo territoriale, accompagnando il riferimento con un giudizio critico sulle precedenti esperienze elettorali dell’interlocutore.

Un altro punto di attrito riguarda la figura di don Tonino Bello, richiamata nel confronto tra le due forze politiche come riferimento morale e spirituale per l’impegno pacifista.

Il Movimento 5 Stelle respinge l’idea che la memoria del vescovo possa essere rivendicata in maniera esclusiva da una parte politica. «Don Tonino ci è caro quanto a chiunque, e proprio per questo non crediamo che sia proprietà di qualcuno», sottolinea il gruppo territoriale, ricordando la marcia per la pace a Sarajevo e il valore universale del suo messaggio.

«Se la sua memoria è della Chiesa e dei poveri, come scrive l’Udc, allora è anche di chi cammina per la pace, a prescindere da dove sieda in Consiglio comunale o dalle appartenenze politiche», prosegue la nota.

La presa di posizione si conclude con un invito rivolto direttamente all’Udc di Terlizzi: «Smettere di distribuire patenti di pacifismo e unirsi alla prossima marcia: c’è posto anche per chi ha cambiato idea più volte di noi».

Una replica che conferma come il confronto sulla guerra in Ucraina e sul significato dell’impegno per la pace continui ad alimentare il dibattito politico locale, anche attraverso il richiamo a una figura profondamente legata alla storia e alla sensibilità del territorio come don Tonino Bello.

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