Terlizzi, il 2 dicembre la Fiaccola della Pace di Assisi. L’Udc attacca: «Non si strumentalizzi don Tonino Bello»

Dopo la marcia Gravina-Altamura, il Comune prepara una tappa del Giro d’Italia per la Pace. L’Udc: «Una marcia politica senza memoria»

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La partecipazione alla marcia della pace da Gravina ad Altamura è stata per Terlizzi una prima tappa di un percorso che proseguirà in città il prossimo 2 dicembre. In quella data, infatti, il Comune ospiterà una tappa del Giro d’Italia per la Pace e accoglierà la Fiaccola della Pace di Assisi, con il coinvolgimento delle scuole e delle associazioni del territorio. Un appuntamento che l’amministrazione comunale intende trasformare in un’occasione di partecipazione e sensibilizzazione sui temi della pace, del dialogo e dei diritti umani.

Sabato 24 ottobre, il sindaco Michelangelo De Chirico ha preso parte alla marcia «Prima di tutto la pace!», insieme a cittadini, rappresentanti delle chiese e associazioni terlizzesi. Il corteo ha percorso circa 14 chilometri, dalla Fiera San Giorgio di Gravina fino a piazza Matteotti ad Altamura, rilanciando il no alla guerra e al riarmo, il richiamo ai principi dell’articolo 11 della Costituzione e la tutela del territorio dell’Alta Murgia.

La presenza alla manifestazione si inserisce in un impegno già formalizzato dalla giunta comunale con la delibera numero 210 dell’8 ottobre 2026, attraverso la quale Terlizzi ha aderito al Giro d’Italia per la Pace e al Coordinamento nazionale degli Enti locali per la Pace e i Diritti Umani.

«Che senso ha parlare di futuro, se non riusciamo a costruire la pace nel presente?», ha dichiarato De Chirico, sottolineando la necessità di non abituarsi alla violenza e di scegliere il dialogo. Il sindaco ha richiamato anche la questione della smilitarizzazione della Murgia, battaglia sostenuta da don Tonino Bello, definendola una sfida ancora attuale. L’obiettivo, ha aggiunto, è ricordare che le differenze non devono diventare motivo di divisione.

Sulla stessa linea l’assessora Daniela Zappatore, con delega alle Politiche di comunità, Pubblica istruzione e Legalità, che guarda già all’appuntamento di dicembre: «Vogliamo che Terlizzi sia una tappa vissuta dalla città, con le scuole e le associazioni a costruirla insieme». Educare alla pace, ha spiegato, significa promuovere ogni giorno il rispetto e il dialogo.

La polemica dell’Udc: «Non si strumentalizzi don Tonino»

La partecipazione alla marcia ha però aperto anche un fronte polemico sul significato politico della manifestazione e sul richiamo alla figura di don Tonino Bello. L’Udc di Terlizzi ha contestato duramente l’iniziativa, mettendo in discussione la coerenza di alcuni dei soggetti presenti e accusando gli organizzatori di utilizzare la memoria del vescovo pugliese per finalità politiche.

«Quella di ieri non è una marcia per la pace. È una marcia politica senza memoria», sostiene il partito, che nel proprio intervento fa riferimento alle violenze verificatesi a Milano e Bologna e alla presenza, secondo la sua denuncia, di bandiere di Hamas. Si tratta di affermazioni contenute nella presa di posizione dell’Udc, che nega alla manifestazione il carattere di un’iniziativa autenticamente pacifista.

Il passaggio più duro riguarda proprio don Tonino Bello, figura centrale del pacifismo cattolico e riferimento del messaggio rilanciato anche dal sindaco De Chirico. «Don Tonino era disarmato e disarmante. Era Vangelo, era ultimi, era pace vera. Non era palco, non era ipocrisia, non era bandierine di convenienza», scrive l’Udc, contestando quello che considera un uso strumentale della sua eredità.

Nel mirino del partito finisce anche il Movimento 5 Stelle, chiamato in causa per le posizioni assunte nel 2022 sull’assistenza militare all’Ucraina dopo l’invasione russa. L’Udc ricorda il voto favorevole degli eurodeputati pentastellati alla risoluzione del Parlamento europeo del primo marzo 2022 e il sostegno espresso in Italia agli atti che consentirono l’invio di aiuti militari a Kiev. Una contraddizione che, secondo il partito, renderebbe incoerente la partecipazione del Movimento a una manifestazione contro la guerra e il riarmo.

«La pace non è un vestito da mettersi quando fa comodo per prendere voti», conclude l’intervento, con un appello a non coinvolgere la memoria di don Tonino Bello in quelle che l’Udc considera operazioni di convenienza politica.

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