Sanità, in Puglia il 10,4% dei cittadini rinuncia alle cure. Liste d’attesa in lieve miglioramento

A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati del bollettino Agenas.
In Puglia più di una persona su dieci rinuncia a visite mediche o altre prestazioni sanitarie. Un dato superiore alla media nazionale, nonostante i primi segnali di miglioramento sul fronte delle liste d’attesa.
A fotografare la situazione è la Fondazione Gimbe, che ha analizzato i dati del bollettino Agenas, confrontando il periodo gennaio-settembre 2026 con gli stessi nove mesi del 2025.
Secondo l’analisi, nel 2025 il 10,4% dei pugliesi ha rinunciato ad almeno una prestazione sanitaria, a fronte di una media italiana del 9,6%. Una differenza di 0,8 punti percentuali che evidenzia come nella regione il fenomeno della rinuncia alle cure sia più diffuso rispetto al resto del Paese.
Segnali positivi arrivano, invece, dall’andamento delle liste d’attesa. Nel confronto tra i primi nove mesi del 2025 e quelli del 2026, la Puglia registra un miglioramento dell’1,8% per le prime visite specialistiche e del 3,6% per gli esami diagnostici. Progressi che indicano un’evoluzione favorevole dei tempi di attesa, pur senza modificare il quadro complessivo delle difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie.
Un altro elemento significativo riguarda l’attribuzione delle classi di priorità. Nel 2026, in Puglia, il 53,6% delle prime visite rientra nella classe P, quella delle prestazioni programmate da effettuare entro 120 giorni. Una percentuale nettamente superiore alla media nazionale, che si ferma al 34,9%, con uno scarto di 18,7 punti percentuali.
Il dato indica che oltre la metà delle prime visite viene classificata come programmabile entro quattro mesi, una quota sensibilmente più elevata rispetto a quella registrata a livello nazionale.
Ne emerge un quadro a due velocità: da una parte il miglioramento degli indicatori relativi alle liste d’attesa, dall’altra una percentuale di cittadini che rinuncia alle prestazioni sanitarie ancora superiore alla media italiana.
La riduzione dei tempi di attesa rappresenta dunque un segnale incoraggiante, ma i numeri sulla rinuncia alle cure confermano quanto resti centrale il tema dell’accessibilità ai servizi sanitari per i cittadini pugliesi.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro