Roghi tossici in città, Puliamo Terlizzi deposita due esposti

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L’associazione ambientalista terlizzese presenta due diverse denunce, relative agli episodi di Via Paradiso e Via Chicoli
Puliamo Terlizzi deposita due distinti esposti in materia di inquinamento e roghi tossici nel territorio urbano.
Le denunce sono relative a Via Chicoli e Via Paradiso, teatri di numerosi incendi nelle ultime settimane.
“Non possiamo fermare la nostra attività di monitoraggio e denuncia nemmeno nella settimana di ferragosto”, scrive l’associazione in un comunicato.
“I gravi fatti occorsi nella prima quindicina di agosto e le richieste pressanti di molti cittadini ci hanno indotto a denunciare subito (e nuovamente!) la situazione di due dei siti più degradati, rispettivamente nella periferia a nord-est ed a nord di Terlizzi”, spiega Pt.
“Attravero gli esposti abbiamo richiesto non solo l’individuazione dei responsabili dello stato di degrado dei suoli pubblici e privati, e dei piromani (che rischiano fino a 8 anni di carcere), ma anche l’immediata bonifica delle aree, la loro messa in sicurezza e l’utilizzo di fototrappole (occorre anche potenziare l’Ufficio Ambiente!) onde evitare nuovi sversamenti e incendi di rifiuti”, continua il collettivo ambientalista.
“In Via Paradiso oltre alla diossina sprigionata dalla combustione della plastica, sono state emesse anche particelle di amianto perchè il fuoco ha interessato anche onduline in eternit per gran parte sbriciolate, presenti e segnalate da tempo”.
L’esperto è stato indirizzato a sindaco, al Comando di Polizia Municipale e all’Ufficio Igiene dell’Asl.
“Se anche stavolta non seguiranno provvedimenti da parte delle autorità preposte (su questi e altri siti segnalati) siamo determinati a rivolgerci ad enti sovraordinati, così come avvenne nel 2016, quando l’Associazione depositò presso il Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Bari un accurato dossier dei numerosissimi siti invasi dalla presenza di rifiuti speciali pericolosi. AAlloraqualcuno ci accusò di fare allarmismo e poi corse ai ripari”, ricorda Pt.
“Fu difatti solo in seguito a quella denuncia che il Comune si attivò per reperire i fondi (circa 250 mila euro, per gran parte regionali e provinciali) ed eseguire finalmente alcune bonifiche.
Diteci se questa è una situazione tollerabile per una città che vuole essere civile e vivibile, senza che i cittadini siano sottoposti ad una costante pressione per il rischio sanitario derivante dall’inquinamento dei suoli, delle acque di falda e dell’aria”, conclude l’associazione.
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