Atleti russi e bielorussi fuori dalle Paralimpiadi, Mazzone: «Sport non c’entra con la guerra»

La Redazione
luca mazzone

Il commento del campione paralimpico

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Alle Paralimpiadi di Pechino non sono in gara gli atleti russi e bielorussi. Una decisione maturata a poche ore dall’inizio dell’apertura dei giochi che ha destato non poche perplessità e, in alcuni casi, anche parole di sdegno. Sui social network in molti hanno espresso il loro parere sulla scelta di escludere completamente gli atleti, anziché far gareggiare loro sotto una bandiera neutra. 

Tra i commenti degni di particolare nota c’è quello di Luca Mazzone, il campione paralimpico che conosce benissimo il sacrificio di chi si allena duramente per raggiungere l’obiettivo di partecipare alla competizione. E il suo commento parte proprio dalla sua esperienza.

«Mi immagino io, dopo anni di sacrifici, rinunce, tempo, tanto tempo sottratto alle persone a cui vuoi bene, ad un passo dalla partecipazione all’evento che passa ogni quattro anni, il sogno di ogni atleta le Olimpiadi o Paralimpiadi, atleta che vive in funzione di quei quattro anni, e ad un passo dalla partecipazione ti viene detto di no, non puoi partecipare, per cause e motivazioni a cui non hai nessuna responsabilità», stigmatizza l’atleta terlizzese.

«Io penso – conclude – che lo sport deve essere fuori da questa sporca faccenda chiamata guerra e che al contrario lo sport deve unire».

 

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