Mercatone Uno, i senatori Pd: «Di Maio tuteli le migliaia di dipendenti dell’indotto»

La Redazione
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I senatori del Partito Democratico hanno depositato ieri una interrogazione a risposta in Commissione lavoro e Previdenza sociale per chiedere lumi al Ministro dello Sviluppo Economico sulle prospettive dei dipendenti del gruppo

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Il caso Mercatone Uno è da giorni al centro delle cronache politiche e sindacali, quando il Tribunale di Milano con decreto del 23 maggio ha stabilito il fallimento del gruppo Shernon – aggiudicatario della società emiliano-romagnola – e la conseguente, drastica chiusura dei 55 punti vendita nazionali, che ha coinvolto, secondo le stime di alcuni quotidiani, più di diecimila lavoratori dell’indotto. Tra questi vi sono i dipendenti della sede di Terlizzi.

I senatori del Partito Democratico hanno depositato in merito ieri una interrogazione a risposta in Commissione lavoro e Previdenza sociale per chiedere lumi sulle prospettive dei dipendenti del gruppo, che – esordisce il documento – “hanno scoperto, su Facebook o direttamente davanti ai negozi, che l’azienda per cui lavoravano era fallita”.

“La Mercatone Uno è finita in amministrazione straordinaria nel 2015 con 400 milioni di debiti. Nel giugno 2018, agli inizi del governo a guida Lega e Movimento 5 Stelle, è iniziata la trattativa che ha poi portato alla vendita della Mercatone Uno alla Shernon, una holding controllata dall’azienda maltese Star Alliance, ritenuta degna di un positivo riscontro da parte del Comitato di Vigilanza del Mise”, ricostruisce l’interrogazione.

“Già nei primi mesi dopo l’acquisizione della Shernon, buona parte dei soci, tra cui un produttore di mobili polacco, uno turco e il fondo americano Tpg, si sono defilati, portando, secondo quanto riportato dal quotidiano ‘La Repubblica’, ‘i commissari a spacchettare l’affare tra immobili, licenze e magazzino. Shernon allora ha coinvolto altre società e un fondo americano, Gordon Brothers, ma intanto sono partite le istanze di fallimento perché la società ‘per finanziarsi’ non paga fornitori, contributi e i debiti con l’amministrazione straordinaria. Per questo la richiesta di concordato, presentata da Shernon ad aprile, non è accolta’.

I senatori Pd attribuiscono gran parte della responsabilità dell’improvvisa serrata alla “mancata vigilanza da parte del Ministero dello Sviluppo Economico”. A Di Maio, confermato peraltro ieri capo politico del Movimento Cinque Stelle, chiedono “quali iniziative urgenti intenda adottare per salvaguardare il posto di lavoro dei 1.800 lavoratori direttamente coinvolti e l’integrità delle aziende e società dell’indotto”. “Il fallimento di una grande azienda come Mercatone Uno è una notizia tanto imprevista quanto infelice e occorre fare di tutto per tutelare le lavoratrici e i lavoratori coinvolti, agendo con urgenza per salvaguardare il loro posto di lavoro”, è la conclusione del gruppo Pd al Senato.

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