Il Vescovo Cornacchia fa visita agli studenti della Gesmundo-Moro-Fiore

© TerlizziLive
Accompagnato da don Pietro Rubini e don Gianluca D’Amato, è stato accolto dal Dirigente scolastico Domenico Cosmai, da una rappresentanza del corpo docenti e da una rappresentanza dei genitori
Entusiasmante mattinata, ieri, presso la Scuola Secondaria di Primo Grado Gesmundo-Moro-Fiore di Terlizzi, per i ragazzi delle classi terze che hanno avuto il piacere di incontrare Monsignor Domenico Cornacchia, vescovo della diocesi, in visita pastorale.
Il vescovo accompagnato da don Pietro Rubini e don Gianluca D’Amato è stato accolto dal Dirigente scolastico prof. Domenico Cosmai, da una rappresentanza del corpo docenti e da una rappresentanza dei genitori.
L’incontro è stato spalmato sui due plessi che costituiscono la Scuola Media cittadina. Dalle 9,00 alle 11,00 il Vescovo ha incontrato i ragazzi del plesso Moro-Fiore, successivamente si è spostato preso la sede della Scuola Gioacchino Gesmundo.
Il tema scelto per l’incontro aveva per titolo: “Chiedimi se sono felice”. Un argomento sul quale filosofi di tutti i tempi si sono cimentati, tanto caro ai giovani, soprattutto in fase adolescenziale. Tema che si presta a diverse chiavi di lettura.
A dare il via all’incontro è stata una esibizione del Coro scolastico. I ragazzi accompagnati al pianoforte dal professor. Angelo Anselmi e al violino da Florangela D’Elia, alunna di terza media, hanno eseguito l’Inno alla Gioia di Ludwig van Beethoven.
Toccante e coinvolgente è stata la recitazione, da parte di alcuni ragazzi, del racconto “Il Principe Felice” di Oscar Wilde. Un cuore grande può nascondersi ovunque, anche dentro una fredda statua di metallo. Tutti possiamo fare qualcosa per aiutare gli altri, questo il messaggio. Il racconto “Il Principe Felice” ha dimostrato che perfino una statua ci può riuscire grazie all’aiuto di un amico, nel caso specifico una piccola rondinella.
Attraverso questo racconto, la cui recitazione è stata coordinata dalle professoresse Loredana Leone e Luigia Marella, i ragazzi hanno compreso il valore dell’amicizia. Hanno trasmesso l’insegnamento secondo il quale la felicità la si può vivere a pieno se ci si prodiga per il prossimo. Quella è una felicità duratura, che pervade l’anima, da non confondere con un fugace e momentaneo momento di gioia.
I ragazzi hanno posto diverse domande a Cornacchia: Cosa è la felicità? La felicità è contagiosa? Quale differenza vi è tra divertimento e felicità? Come si può rendere felice qualcuno se non si è pienamente felici?
il Vescovo ha ascoltato i ragazzi con grande attenzione, poi ha trasmesso loro riflessioni profonde, facendo comprendere che la felicità per essere duratura deve essere “frutto” di un comportamento positivo verso gli altri, anche se questo a volte può richiedere sacrifici, come ad esempio aiutare chi ci ha fatto soffrire o non è stato così buono con noi. Ha spiegato il significato etimologico della parola “egoista”.
Ego «io». Quindi l’Io al centro di tutto. Atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di sé stesso, del proprio benessere e non certo degli altri.
Ha spiegato ai ragazzi che non si può essere felici da soli, ma si può raggiungere la felicità se si condivide questo sentimento almeno con un’altra persona.
Cornacchia con le sue parole ha trasmesso ai ragazzi entusiasmo, positività. Li ha esortati ad impegnarsi nello studio per essere artefici del proprio futuro e a vivere con gioia il proprio tempo.
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