Bocciato il referendum sull’eutanasia, La Corrente: «Il nostro impegno continua»

La Redazione
Referendum Eutanasia Legale

La Corte Costituzionale ha bocciato ieri, giudicandolo inammissibile, il referendum sull’eutanasia attiva, per cui su iniziativa dell’associazione Luca Coscioni negli scorsi mesi erano state raccolte un milione e 200mila firme

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La Corte Costituzionale ha bocciato ieri, giudicandolo inammissibile, il referendum sull’eutanasia attiva.

La proposta era stata avanzata attraverso una raccolta firme organizzata dall’Associazione Luca Coscioni nel 2021 e durata alcuni mesi con un risultato di un milione e duecentomila firme. 

Le motivazioni integrali della sentenza non sono ancora pubbliche, ma secondo un comunicato dell’ufficio stampa della Corte il referendum è stato respinto perché in caso di legalizzazione dell’eutanasia “non sarebbe stata preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”.

Il testo del referendum proponeva di abrogare una parte dell’articolo 579 del codice penale che punisce l’omicidio di una persona consenziente: in questo modo sarebbe stata permessa l’eutanasia attiva, che avviene quando il medico somministra il farmaco necessario a morire e che al momento è illegale in Italia. 

A Terlizzi erano state raccolte, anche grazie all’impegno del movimento politico La Corrente, oltre mille firme per l’indizione del referendum sul fine vita. “Tanti concittadini, soprattutto tantissime e tantissimi tra i più giovani si erano attivati insieme a noi su questa battaglia che ieri si è scontrata con il parere di inammissibilità della Corte Costituzionale”, si legge in una nota di Lc. “Ciò che è accaduto ieri non annulla il nostro impegno ed anzi ci impegna con maggior forza ad essere al fianco del comitato referendario, all’Associazione Luca Coscioni e a Liberi Fino Alla Fine, perché ognuno sia libero fino alla fine”, promette il movimento.

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