Censum, l’opposizione scrive a Prefetto e Anac: «Si applichi sentenza di interdizione su Panzini»

La Redazione
Aula di tribunale

La sentenza del processo di primo grado condanna per peculato a 3 anni e 6 mesi la dirigente del I Settore del Comune e la interdice “in perpetuo” dai pubblici uffici

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A quasi una settimana dal verdetto del processo di primo grado relativo allo scandalo tributario Censum nel Comune di Terlizzi, l’opposizione torna a chiedere l’applicazione della sentenza, che condanna per peculato a 3 anni e 6 mesi la dirigente del I Settore del Comune e la interdice “in perpetuo” dai pubblici uffici.

Lo fa con una istanza ufficiale sottoscritta ieri, 14 gennaio 2019, da tutti i consiglieri di minoranza e inoltrata al Prefetto di Bari e all’Autorità Nazionale Anticorruzione per chiedere – si legge nell’istanza – di “procedere (e/o a far procedere) ad applicare quanto previsto dalle normative vigenti”.

Domenica 13 gennaio gli stessi consiglieri di opposizione – Zappatore, Sigrisi, Volpe, De Chirico, Grassi, Minutillo e Morrone – hanno protocollato via Pec una richiesta di convocazione urgente di un consiglio comunale monotematico sul caso Censum, dopo l’analoga istanza del sindaco Gemmato, depositata il 12 gennaio per riferire sugli sviluppi del processo di primo grado.

La richiesta specifica della minoranza è di ascoltare nel corso dell’assemblea il Segretario Comunale, in capo al quale risiede la responsabilità dei procedimenti disciplinari da adottare nei confronti di Panzini, condannata alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

I Consiglieri chiedono espressamente che durante l’assise cittadina ci sia anche l’audizione del Segretario Comunale, in capo al quale risiede la responsabilità dei procedimenti disciplinari da adottare nei confronti di Panzini, condannata inoltre alla pena accessoria dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

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