I terlizzesi spendono 1203 euro pro-capite in gioco d’azzardo e lotterie

Michele Colaleo
slot machine

L’Agenzia delle dogane e dei Monopoli ha diffuso i dati relativi al 2017 sui soldi spesi in media dagli abitanti di ogni Comune italiano nelle giochi autorizzati dallo Stato

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Le statistiche parlano chiaro: a Terlizzi i cittadini sperperano una parte sempre più consistente delle loro finanze nel settore del gioco d’azzardo.

I numeri del 2017 sono a dir poco sconcertanti e costringono a prendere atto di una situazione drammatica sul tema delle ludopatie e del rischio di dipendenza dal gioco.

Rispetto al 2016, infatti, la spesa annua media complessiva e pro-capite sono sensibilmente cresciute: si parla di 32,63 milioni di euro totali e 1203 euro per abitante, con un aumento di circa 500 euro rispetto ai 703 euro a testa giocati l’anno scorso e quasi un raddoppio in confronto alla somma di 18,99 milioni dissipati da tutta la cittadinanza.

Questi valori sono ancor più allarmanti se si prendono in considerazione le classifiche nazionali, secondo le quali Terlizzi è al posto numero 1333 su 7954 Comuni per giocata media pro-capite e addirittura al posto numero 1232 sui 7100 enti comunali con una popolazione inferiore ai 50 mila residenti.

L’indagine dell’Agenzia delle dogane mostra anche la suddivisione delle somme d’insieme nei diversi tipi di giochi, dalla quale emerge che i cittadini terlizzesi nel 2017 hanno speso circa 11 milioni nelle slot machine, 4,81 milioni in lotterie istantanee, oltre 4 milioni nel Lotto e quasi 3 milioni in giocate con quota istantanea.

Di fronte ai dati in questione, è lecito porsi delle domande sulle politiche messe in atto dalle Amministrazioni comunali per cercare di contrastare – o quantomeno arginare – la diffusione del fenomeno della ludopatia nel tessuto sociale locale.

Va ricordato che nel febbraio 2016 il Consiglio comunale ha approvato il regolamento per le sale da gioco e i giochi leciti, che prevede l’obbligo di una distanza minima di 500 metri di questi luoghi da posti sensibili come scuole, giardini, parchi e luoghi di culto.

Sull’efficacia di questo regolamento interviene Daniela Zappatore, consigliere comunale di Città Civile, che si chiede “quale impatto abbia avuto su Terlizzi e se sia stato realmente attuato per le nuove richieste di apertura e per gli esercizi già esistenti”.

Zappatore ritiene che la questione vada “presa di petto”, e lo fa anche come sostenitrice di Avviso Pubblico, l’ente che mette in rete i Comuni italiani concretamente impegnati per promuovere la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

L’associazione è attiva anche sul tema del gioco d’azzardo, e dal suo operato in materia si evince che i provvedimenti adottati dagli enti locali contro le sale scommesse di norma superano il vaglio della giustizia amministrativa.

Ciò a dimostrazione – secondo Zappatore – che “la lotta al gioco d’azzardo è giusta anche se comporta degli interventi a sfavore di quel mercato”.

Il suo auspicio è dunque che si possa affrontare al più presto il tema in Consiglio comunale, affinché “maggioranza e opposizione possano collaborare per tutelare le fasce più deboli della nostra città”.

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