Un corso di programmazione Android per i diversamente abili

La Redazione
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Il progetto, intrapreso nell’ambito del progetto di mobilità giovanile Erasmus+/SVE “A Key for Cultural Heritage”, è destinato a utenti di Terlizzi, Ruvo di Puglia e Bisceglie

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Il Clad di Terlizzi, in collaborazione con l’Associazione InCo-Molfetta, sta avviando un corso di programmazione Android rivolto a persone diversamente abili.

Il progetto, intrapreso nell’ambito del progetto di mobilità giovanile Erasmus+/SVE “A Key for Cultural Heritage”, è destinato a utenti di Terlizzi, Ruvo di Puglia e Bisceglie.

“La finalità principale del corso è quella di fornire a persone con disabilità fisica competenze atte a facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro”, si legge in un comunicato dell’associazione. “Nel corso vengono fornite le nozioni fondamentali sulla programmazione ad oggetti, sul pensiero logico e sugli algoritmi, come basi sulle quali innestare nelle fasi successive del percorso le competenze specifiche sul linguaggio java utilizzato per la programmazione nei dispositivi Android”.

Il corso è stato proposto durante il suo Servizio Volontario Europeo dalla volontaria cipriota Chrystalla Tsoutsouki, giovane laureata in informatica e con un master in intelligenza artificiale conseguito in Belgio che si occuperà sia del pianificazione delle lezioni che dell’insegnamento, mentre la traduzione simultanea in Italiano delle lezioni svolte in lingua inglese sarà a cura del presidente del Clad, Nico Zagami.

“E’ importante sottolineare che le lezioni costituiscono anche una importante occasione per lo scambio culturale e per il miglioramento della lingua inglese, considerando che il dialogo con la volontaria avviene solitamente direttamente in tale lingua – prosegue il comunicato del Clad -. Va inoltre evidenziato che il corso è totalmente autofinanziato, grazie al lavoro volontario di alcuni operatori del Clad, ai fondi del Servizio Volontario Europeo (erogati dall’Agenzia Nazionale per i Giovani) e grazie ad alcune forme di autocontribuzione e pertanto non ha comportato alcun costo sulle casse di enti pubblici o privati”.

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