La carica dei 100 e lode, Domiziana Barile

© Domiziana Barile
Dopo Alessia Di Terlizzi e Daniela Paparella, un’altra ruvese diplomatasi col massimo dei voti al liceo “T. Fiore-C. Sylos”. «Vorrei diventare un’insegnante all’altezza dei bambini o ragazzi che mi troverò davanti»
Dopo Alessia Di Terlizzi e Daniela Paparella, oggi intervistiamo un’altra giovane ruvese diplomatasi col massimo dei voti al liceo “T. Fiore-C. Sylos” di Terlizzi nell’indirizzo scienze umane. È Domiziana Barile.
Gli esami
Che traccia hai svolto nella prima prova?
Ho scelto senza alcun indugio il saggio breve di ambito artistico-letterario. Mi ha colpito il tema, “La solitudine”, che ho interpretato come conditio sine qua non per ricercare e riscoprire nell’intimo la vera essenza, celata a volte anche a noi stessi.
Qual è stato il momento più difficile degli esami?
Non credo ci sia stato un vero momento difficile; si ha paura di non farcela, si ha timore di sbagliare, si ha l’incertezza di non essere all’altezza o abbastanza preparati, quindi la cosa più difficile in realtà è “tenere a bada se stessi”, le emozioni che in quel momento ti assalgono e riuscirle a dominarle.
Raccontaci brevemente com’è andata la prova orale.
Ho svolto l’esame orale il 28 giugno, ero l’ultima del primo gruppo e non potevo esserne più felice. Ho finito gli esami prima di ogni mia aspettativa. Quel giorno lo ricorderò per il resto della mia vita. Mi tremavano le gambe, ma ogni volta che un mio compagno si sedeva davanti alla commissione, l’ansia cedeva il posto all’entusiasmo di esporre il mio punto di vista, di dialogare e dimostrare quanto valevo.
Ho iniziato brevemente col percorso da me scelto, “Ulisse: l’eroe di tutti i tempi”, e senza accorgermene mi è stato detto “Signorina, può andare!”. Non ci credevo! Avevo ancora voglia di parlare! Rifarei l’esame orale mille volte, è un’esperienza adrenalinica.
Tra passato e futuro
Cosa ti mancherà di più del liceo?
Mi mancherà il liceo in tutte le sue sfaccettature, dalla campanella d’ingresso a quella dell’uscita, la mia classe nonostante il continuo odi et amo, tutti quei volti e quei luoghi ormai familiari che ti facevano sentire a casa.
Infine, ma non per importanza, i docenti, ai quali va il grazie più grande! In questi cinque anni sono stati il nostro punto fermo, la nostra àncora ma anche il nostro ancóra! Grazie perché ci avete insegnato non solo ad avere, avere delle conoscenze, della cultura; ma ad essere, essere quello che vogliamo essere senza arrenderci mai e che non esistono traguardi impossibili. Tutto è possibile, basta volerlo!
A quale facoltà ti sei iscritta?
Mi sto preparando per il test di ammissione alla facoltà di Scienze della formazione primaria; se non dovessi riuscirci mi iscriverò alla facoltà di Lettere moderne. Il mio obiettivo è insegnare. Ho sempre amato e ammirato il ruolo del docente, per quanto contraddittorio. Sarai immortale nella memoria dei tuoi ragazzi che ti ricorderanno nel bene o nel male, ma sicuramente avrai lasciato un’impronta in ciascuno di loro.
Cosa vorresti fare da grande?
Vorrei diventare un’insegnante all’altezza dei bambini o ragazzi che mi troverò davanti. Sono determinata nel mio intento e non mi arrenderò facilmente.
Qual è il tuo sogno nel cassetto?
Il mio sogno è la realizzazione personale: essere una persona autonoma e indipendente e poi costruirmi una famiglia, ma per quest’ultimo c’è ancora tempo!
Il presente
Ti aspettavi questo risultato?
Sono sempre stata una persona molto competitiva, che punta a vincere, ma sinceramente non pensavo di vedere la lode accanto al mio 100.
Come hai festeggiato quando l’hai saputo?
Non ho festeggiato, alla fine dei conti è un traguardo che ti ripaga di tutti gli sforzi e del lavoro di questi cinque anni e che solo tu puoi apprezzare fino in fondo…
Una vittoria personale condivisa con i miei familiari, che hanno sempre creduto in me! Non penso ci sia festeggiamento migliore!
Dove sei andata in vacanza e con chi?
Sono andata a “sciacquar i panni in Arno” nella bella e immortale Firenze con i miei genitori, che non potevano più sopportare le mie continue suppliche per respirare l’aria della città amata da tutti i personaggi che hanno costellato il mio percorso di studio.
Firenze non mi ha deluso!
È possibile rispondere alle domande de La carica dei 100 e lode dichiarando la propria disponibilità via mail all’indirizzo redazione@ruvolive.it.
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