«Combattiamo lo svantaggio sociale dall’uscita da scuola all’ora di cena»

casa santa luisa

Parlano gli educatori di Casa Santa Luisa, il progetto educativo della Caritas, protagonista dello spot nazionale per l’8×1000

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Ricordare il valore della partecipazione: questo l’obiettivo della campagna di comunicazione 8xmille della Conferenza episcopale italiana ‘Chiedilo a loro’ (www.chiediloaloro.it).

“Abbiamo voluto raccontare da vicino la Chiesa in uscita che oggi in Italia annuncia il Vangelo in Parola e opere. In tutta Italia sacerdoti e progetti ecclesiali restituiscono ai giovani spazi, fiducia e formazione, dai doposcuola di qualità all’avviamento professionale. Aiutano concretamente le famiglie, gli anziani e soccorrono i più fragili con migliaia di progetti diocesani – spiega Matteo Calabresi, responsabile del Servizio promozione Cei per il sostegno economico alla Chiesa Cattolica – Siamo impegnati a rendicontare l’utilizzo dei fondi che ogni anno i contribuenti italiani destinano liberamente alla Chiesa Cattolica. La campagna di comunicazione mostra alcuni di questi interventi ed invita ad esplorare sul web la Mappa 8xmille, in continuo aggiornamento. Obiettivo è far scoprire il valore della condivisione e la diffusione sul territorio di questi piani di misericordia, dai contributi ricevuti alla realizzazione”.

In evidenza nove opere, divenute realtà grazie anche alle firme dei fedeli, scelte tra le migliaia sostenute in questi anni attraverso le tre direttrici fondamentali di spesa: culto e pastorale, sostentamento dei sacerdoti diocesani, carità in Italia e nel Terzo mondo.

Nella diocesi che fu di Don Tonino Bello, per cui è aperta la causa di beatificazione, sono stati proprio i suoi “ragazzi” a dare il via nel 2013 a “Casa Santa Luisa”, erede di un impegno ventennale della Caritas per i minori. Il presidio per bambini a rischio marginalità è aperto nella centrale corso Vittorio Emanuele. Gli operatori prevengono, con opportunità educative, devianza e difficoltà familiari, per “far brillare la dignità dei poveri”, come chiedeva il loro profetico vescovo ispiratore.

A Terlizzi, 27mila abitanti nella cintura metropolitana di Bari, il presidio forma anche educatori, insegnanti, catechisti. Perché l’emergenza educativa dilaga. E qui per i giovanissimi i compiti diventano un gioco e la cultura un ricostituente.

“Dall’uscita da scuola all’ora di cena – spiega Edgardo Bisceglia, avvocato e coordinatore di Casa Santa Luisa – combattiamo lo ‘svantaggio sociale’ con fondi diocesani, privati e l’8xmille, intervenuto con 300 mila euro triennali. Ci sono psicologi dell’età evolutiva e mediatori familiari, il logopedista, 3 educatori e assistenti sociali a monte dell’orchestra anti-devianza o della pet-therapy per rafforzare l’empatia. Le famiglie trovano qui una ‘scuola per genitori’, confrontandosi nei gruppi di parola”. Obiettivo è accompagnare gli adulti e insegnare loro a leggere i segnali dei figli.

“In alcuni casi le richieste di aiuto economico in parrocchia possono rilevare retroscena di ben altra portata – prosegue Bisceglia – Maltrattamenti, disoccupazione cronica, dipendenze o ludopatie. Cattivi genitori si diventa quando si perdono di vista le priorità o si è privi di strumenti, talvolta a causa di danni vissuti a propria volta. Dai conflitti familiari all’apprendimento lavoriamo con le scuole, ma anche con scout, gruppi sportivi, oratori e Tribunale dei minori”.

Un’azione strutturata di prevenzione, a tutto campo, su misura. Anche nei casi più difficili.

“Quando un ragazzino capisce che è capace di suonare in un’orchestra di coetanei, travolta dagli applausi del pubblico nel duomo di Bari, e non solo di devastare i bagni dello stadio, la sua anima può cambiare. È un momento storico delicato quello che stiamo vivendo – conclude Edgardo Bisceglia – ovunque cova un disagio da non sottovalutare, con nuove forme di rabbia, generate dalla consapevolezza di diventare invisibili, di non contare più nulla”.

Nell’intera Italia cresce l’attenzione per il modello replicabile Santa Luisa. Nel nostro Paese che ha scoperto all’improvviso le sue banlieue, le baby gang e la “povertà giovanile” nelle sempre più numerose aree deprivate, ormai ben oltre le periferie urbane, ci sarà sempre più bisogno di interventi come questo.

Quattro video, disponibili sul sito www.chiediloaloro.it raccontano attraverso la testimonianza degli operatori, dei volontari, delle mamme e dei ragazzi la straordinaria realtà di un doposcuola “speciale”, dove gli adolescenti condividono lo studio e il tempo libero, guidati e assistiti dai giovani volontari che si impegnano quotidianamente a garantire loro l’istruzione e la spensieratezza che in questa fase della vita non dovrebbero mai mancare.

Il link alla pagina dedicata su chiediloaloro.it: https://www.chiediloaloro.it/storie/2018/chiedilo-…

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