Dacia Maraini al Polo Liceale

© polo liceale
Studenti, docenti e genitori della comunità del Fiore-Sylos hanno incontrato la famosa scrittrice italiana
Nel pomeriggio di giovedì 8 febbraio gli studenti del Polo liceale di Terlizzi “Fiore-Sylos” insieme a docenti e genitori hanno avuto il privilegio di incontrare un’ospite d’eccezione, Dacia Maraini, la scrittrice italiana di fama internazionale, i cui romanzi, racconti, saggi, poesie, opere teatrali sono tradotti in oltre venti lingue; straordinaria testimone dei tempi, in cui la letteratura italiana godeva ancora di risonanza mondiale, più volte candidata al Nobel per la Letteratura, ha vinto i premi più prestigiosi, tra i quali Campiello e Strega.
Dacia Maraini, donna straordinaria, attivista sul fronte della difesa dei diritti umani, ha militato nella sua lunga carriera di scrittrice anche attraverso le pagine appassionate dei suoi romanzi in difesa dell’infanzia violata e delle donne vittime di violenza e di discriminazione di genere.
La grande scrittrice ha generosamente accolto il nostro invito a conversare con gli studenti dei nostri licei su una molteplicità di temi, traendo spunto dal suo ultimo romanzo “Tre donne. Una storia di amore e disamore”, edito da Rizzoli, il cui tessuto narrativo via via si sviluppa dall’intrecciarsi dei monologhi delle protagoniste: Lori, diciassettenne, sua madre Maria quarantenne e Gesuina, madre di Maria, sessantenne, che si sente “sana” e “fresca” come una trentenne, “tre generazioni di femmine che si sopportano per necessità”.
Tutte e tre praticano una sorta di terapia narrativa, in modo inconsapevole sembrano attribuire valore terapeutico alla narrazione, che, unendo istinto narrativo al desiderio di conoscenza, diviene il modo privilegiato di attribuire significati.
Nel romanzo, chi di volta in volta narra definisce sempre in modo provvisorio non solo l’identità propria, ma anche quella delle altre protagoniste, secondo un’ottica assai soggettiva, quindi parziale, mutevole, finanche straniante, in un gioco intrigante di specchi, che ammicca al lettore, il quale giocoforza si ritrova a contribuire attivamente alla costruzione di eventi ed identità in una suggestione poliprospettica avvincente.
Se la scrittura per le nostre donne vuol rappresentare una sorta di “dispositivo terapeutico”, la malattia è sorta di erotopenia: tutte e tre le donne hanno alle spalle esperienze di fallimenti, di abbandoni, di lutti. Assetate d’amore, finiscono con l’aggrapparsi a parvenze o a sublimazioni dell’amore.
L’ospite straordinaria ha immediatamente conquistato l’uditorio, soprattutto i più giovani, perché con l’eleganza e il garbo propri di un’autentica intellettuale ha generosamente attenuato l’asimmetria vertiginosa con gli interlocutori: i ragazzi, ammaliati, si sono sentiti protagonisti assoluti di un dialogo, che, partito da spunti suggeriti dalla lettura del romanzo, ha poi coinvolto una pluralità di temi: dalla scrittura alla lingua, dall’immigrazione al testamento biologico, dal mito greco a Flaubert.
A Dacia Maraini va il nostro ringraziamento più profondo, perché ha regalato a tutta la comunità scolastica del Polo liceale “Fiore-Sylos” e a tutti i presenti alla serata un’esperienza unica e preziosa destinata ad essere serbata come dono perenne.
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