«Monitoriamo l’inquinamento in centro con un rilevatore di particolato»

La Redazione
rilevatore di particolato

La proposta di Francesco Paolo Barile, presidente di Puliamo Terlizzi: «Il dispositivo utilizza una nuova generazione di contatore laser – in tempo reale – di particelle di particolato: installiamolo in Corso Vittorio Emanuele»

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L’inquinamentona Terlizzi è un fenomeno relativamente limitato, senconfrontato ai livelli di altre città, anche vicine, come Bari o Taranto. Tuttavia, anche Terlizzi ha avuto e ha le sue grane, in fatto dincontaminazione dell’aria. Si pensi all’affaire Scianatico e, innmisura inferiore, ma crescente, ai casi di roghi e combustioni più onmeno spontanei che si verificano ormai all’ordine del giorno, liberando fumi nocivi nel nostro territorio.nA questo si aggiunga la cattiva abitudine di molti nostri pigri concittadini di prendere l’auto anche per andare a comprare le sigarette al tabaccaiondi fronte a casa, per recarsi a fare la spesa al pizzicagnolo all’angolo, per tacere del vezzo serale, da parte di molti inflacciditi giovani terlizzesi, di fare i caroselli automobilistici con la fidanzata attorno al “borgo”: così facendo Terlizzi rischia di ritrovarsi presto affumicata, specialmente in particolari fasce orarie e stagionali.

nPerntenere sotto controllo gli effetti nefasti di questa possibilenescalation a un cittadino particolarmente impegnato nel settorenambientale, Francesco Paolo Barile, è venuta in mente una ideansemplice ma intelligente: installare nei punti più “caldi”ndella città un rilevatore di particolato per monitore i livelli di inquinamenti dell’aria che quotidianamente respiriamo.

Il particolato, per chi se lo sta chiedendo, è un insieme di particelle solide e liquide disperse nell’aria con dimensioni relativamente piccole, diametri aerodinamici di pochi micrometri (1 µm = 1 milionesimo di metro) formato principalmente da polveri, fumo e microgocce di sostanze liquide. Questo aggregato – spiega Barile, che è anche presidente di Puliamo Terlizzi – “è naturalmente presente nell’atmosfera, ma a questo si aggiunge, purtroppo, quello nocivo di origine umana, prodotto per lo più da processi di combustione, come quelli dei motori a scoppio, degli impianti industriali e di riscaldamento, o le conseguenze di incendi dolosi e così via”.

La “scintilla” di questa idea, racconta Barile, ènstata casuale: “Qualchengiorno fa passeggiavo sul marciapiede di Corso Vittorio Emanuele;ndavanti a me una nonna esortava la propria nipotina ad incrementarenil passo perché avvertiva la puzza di fumo delle automobili e volevancosì ridurre al minimo l’esposizione della piccola (di smog ci sinammala e si muore). Per la verità – osserva – è un altro di quei progetti chensi agitava da tempo nello sperduto cassetto dei desideri e che oggindiventa realizzabile grazie alla campagna di monitoraggio lanciata danWeather Underground (una rete internazionale di stazioninmeteorologiche e altri prodotti meteo alla quale aderisco da moltinanni) e a PurpleAir.org chendistribuisce dei buoni rilevatori di particolato (nello specificonPM10, PM2.5 e PM1.0) a prezzi finalmente popolari”.

“Ilndispositivo utilizza una nuova generazione di contatore laser dinparticelle che consente la misurazione in tempo reale. È compatto endi dimensioni molto ridotte, necessita solo di una semplicenconnessione wi-fi”, spiega Francesco. La sua proposta è di collocarlo in una delle vie “sospettate di essere tranle più inquinate, Corso Vittorio Emanuele. In questa via principalendella città, all’intenso e lento traffico veicolare, si aggiungononle caratteristiche della strada (piuttosto stretta) e degli edificin(mediamente alti), un ‘canalone’ antropico che in assenza di ventonnon facilita la dispersione degli inquinanti. L’intentonè quello di monitorare la qualità dell’aria, correlarla allendiverse fasce orarie e scenari meteorologici, ma soprattuttonsensibilizzare la popolazione e le istituzioni a perseguire la stradandella mobilità sostenibile e, in generale, della riduzione dellenemissioni in atmosfera, per rendere meno avvelenata possibile, nelnnostro piccolo, l’aria che respiriamo”.

nPernrealizzare questo progetto è ben accetto, afferma Barile, il contributoneconomico di chiunque volesse donare: “Privati e aziende che lo finanzieranno – bastano anche pochi euro -nverranno citate nella pagina web pubblica sulla quale saranno semprendisponibili i dati”, assicura. Per partecipare a questa campagna di crowfunding a scopo benefico è possibile contattare in privato Francesco Paolo Barile: Facebook, per una volta, può servire a uno scopo davvero sociale: dare respiro all’ambiente in cui viviamo.

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