Venditti, dalla pelle al cuore di Terlizzi

© TerlizziLive – Raffaella Anna Dell’Aere
L’atteso live del cantautore romano è andato in scena ieri sera in una Piazza Cavour gremita
Connun “Raggio di luna”, nella magica serata di ieri, AntonellonVenditti dà il La al suo attesissimo concerto, mentre la pioggia,nscongiurata a gran voce dallo stesso artista, fa timidamente capolinonin piazza Cavour.
Ilnnoto cantautore, con la sua raccolta di canzoni rappresentative dellanpiù fiorente canzone italiana, è il fiore all’occhiellondell’intera programmazione stilata per la festa della Madonna delnRosario dal Comitato SS. Madonna del Rosario – presieduto danPeppino De Palma – e dal Comune di Terlizzi.
Lancadenza romana inconfondibile, la sottile ironia e la fluidandialettica impregnata sia di sottolineature romantiche che dinapprofondimenti a sfondo sociale e sferzate politiche, fannonletteralmente battere il cuore della platea, in cui sedevanontantissimi appassionati provenienti da ogni parte della provincia, nma anche molti rappresentanti delle istituzioni locali, tra cui ilnsindaco Ninni Gemmato.
“GiulionCesare”, “Piero e Cinzia”, e “Peppino Peppino” (una canzonendel Sud”, come la definisce lo stesso Venditti) inducono ilnpubblico ad attraversare il tunnel dei ricordi di gioventù,ndisegnando un sottile strato di emozione negli occhi di chi assapora,nparola dopo parola, i testi imparati a memoria da anni ed incollatinaddosso come la pelle.
Brividininsaziabili arrivano nell’esecuzione di “Stella”, “una stellanipotetica che raccoglie tutti in un unico Dio”, spiega Venditti, encon “Non so dirti quando”, dedica inconfondibile per chi non c’ènpiù, che riecheggia le presenze immortali di Lucio Dalla e PinonDaniele. E poi ancora l’intensa esecuzione di “Lilly”,nscenografata da un palco rosso sangue, riporta alla mente il mostrondell’eroina. «Prima in classifica negli anni ’70 – incalzanVenditti – dove i tossicodipendenti erano “i drogati” e nonnavevano altra possibilità se non andare in galera o morire per lenstrade. Sta tornando di moda e io adesso la faccio con una memorianstorica e vorrei che non tornasse più, statene lontani».
Doponle note dell’inconfondibile “Sotto il segno dei pesci” si passana tematiche più politiche con “Bomba o non bomba”, in cuinVenditti ironizza simpaticamente col pubblico terlizzese sullanconoscenza o meno di Matteo Renzi. Si continua con “Sara”, “Cinvorrebbe un amico” e “Notte prima degli esami” in versionenacustica, per passare poi alle problematiche d’amore e tradimentoncon “Dalla pelle al cuore” prima e “Unica” dopo. n
Vendittintrascina il pubblico in confidenze amorose con lo humournchenlo contraddistingue: «Il confessionale non ci sta, ma voi non avetenmai perdonato? Le donne non perdonano e agli uomini neanche glielonchiedo per non far brutte figure!…». E si lascia ad unanrivelazione personale: «Invece, io confesso che ho fatto una cazzatane speravo nel perdono. Questa era una piccola cosa che vi volevonraccontare…».
Doponaver giocosamente paragonato il palco di Terlizzi a quello florealensanremese, il cantautore romano elargisce ancora emozioni con lancarrellata sentimentale di “Amici mai”, “Il compleanno dinCristina”, “Che fantastica storia è la vita” e “Ogni volta”.nIl testimone passa alla “canzone dell’estate”, come amandefinire “Alta marea”, esecuzione immersa in atmosfere azzurre,nfin sulla Torre dell’Orologio. n
Manarriva infine il momento tanto atteso, quando Antonello invita ilnpubblico a lasciare i posti a sedere per avvicinarsi al palco.nUn’unica cornice per la performancensenza fine che comincia da “Benvenuti in paradiso” a “In questonmondo di ladri” e il bis di “Ricordati di me”, l’insaziabilenmelodia, intensificata dai suoni graffianti del sax, che scandiscenpasso dopo passo l’epilogo del concerto.
nIlncappello bianco che il cantautore getta alla platea un po’ a simularenil lancio del bouquetna fine cerimonia viene conquistato dalla giovanissima bloggernbitontina Valeria Mundo che, con le sue lacrime straripanti di gioia,nsuggella il batticuore vissuto per tutto il concerto. Il “ricordati di me” con cui il cantautore romano lascia idealmente la “Città dei Fiori” è una dedica che la comunità terlizzese non dimenticherà facilmente negli anni a venire.
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