Una strada, tante tragedie. Ma ora si renda più sicura la Terlizzi-Molfetta

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Una situazione che va risolta con urgenza
Il conto delle vittime serve a poco. E fa male pensare a quante persone, giovani e meno giovani, abbiano perso sogni e vita lungo una strada, quella tra Terlizzi e Molfetta, che sulla carta e teoricamente non presenta punti critici. Un lunghissimo rettilineo, a collegare la città dei fiori e quella della pace. Lo svincolo autostradale, qualche stazione di servizio, qualche pericolosa immissione in strade che conducono nell’agro molfettese e terlizzese.
Eppure le morti si succedono, e gli incidenti che al di là dell’esito fanno rabbrividire, sono quasi all’ordine del giorno.
Capita perché la semplicità del percorso e la fretta e distrazione che ormai caratterizzano le nostre uscite in auto, inducono assai spesso a vertiginose accelerazioni o a velocità troppo sostenute. Imprudenti e fatali. Spingono a sorpassi che poco hanno a che fare con il buon senso e che non sembrano essere minimamente condizionati dalle pagine frequenti di cronaca nera.
Capita perché (e ormai è diventato necessario, vitale) su quella strada in cui si sfreccia con disinvoltura mancano elementi che dissuadano dal farlo. Una tanto invocata rotonda, autovelox. Qualcosa che funga da freno e renda quella strada da potenzialmente a effettivamente sicura.
Serve drammaticamente. Serve iniziare a parlarne. Servono soluzioni.
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