Il Primo Maggio a “Pau Vicchie”, tra memoria e impegno

Nico Abbattista
Primo Maggio a Pau Vicchie

Si è svolto ieri sera lo storico corteo della Festa dei Lavoratori, che ha attraversato le vie della città ed è terminato nel quartiere dove abitava Marietta “la comunista”, storica figura della sinistra popolare terlizzese

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Come ogni primo maggio, anche quest’anno si è svolto l’imperdibile corteo terlizzese che attraversa alcune delle vie più caratteristiche della città per terminare sotto l’arco di via Paù, dove rende omaggio a una delle figure più rappresentative della sinistra popolare locale, Marietta Dello Russo, detta “la comunista”.

La manifestazione, partita da corso Vittorio Emanuele e accompagnata dal complesso bandistico Gisonda che ha suonato “Bella Ciao” e “L’Internazionale”, ha visto una partecipazione numerosa da parte dei terlizzesi che a centinaia hanno attraversato insieme le vie della città per celebrare la festa dei lavoratori.

Come di consueto, la tappa finale del corteo ha portato i partecipanti lungo l’arco di Paù, dove è stato possibile ammirare uno spettacolo di fuochi d’artificio, al termine del quale hanno preso la parola dal palchetto infiorato montato al centro del quartiere alcuni gli esponenti locali di Cgil e Uil.

Berardino Pollio, intervenuto per primo, ha annunciato un possibile sciopero da parte dei sindacati per combattere le carenze del governo, il cui operato impedisce ai cittadini più bisognosi di usufruire di alcune agevolazioni e ha ricordato la scomparsa recente di due braccianti agricoli, Francesco Foscolo e Nicolò Cagnetta, che nel corso del loro lavoro ha perso la vita a distanza di pochissime ore l’uno dall’altro.

Successivamente ha preso la parola Peppino Fumarola, esponente Uil, che anzi tutto ha ricordato il settantesimo anniversario della strage di Portella della Ginestra in Sicilia, dove nel 1947 avvenne il massacro di diversi lavoratori mentre manifestavano contro il latifondismo. Fumarola inoltre ha raccontato il perché fu scelta questa data per la festa dei lavoratori, dopo che dei gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago, alcune persone vennero ferite e addirittura uccise mentre manifestavano per i loro diritti. In merito ai giorni nostri, Fumarola ha evidenziato come alcuni governi recentemente abbiano creato un livello di disoccupazione senza precedenti, specialmente in Puglia e nel Mezzogiorno, oltre che generato con delle nuove riforme una limitazione delle risorse che ha seriamente inciso sullo sviluppo il nostro territorio, inclusa l’assenza di lavoro per i giovani.

Il secondo ad intervenire durante il corteo è stato il Segretario della Flai-Cgil barese Alessandro De Mario che, dopo aver ripreso l’argomento della strage di Portella della Ginestra in Sicilia, ha aggiunto che non solo i vertici del governo erano a conoscenza di quell’attentato ai danni dei manifestanti, ma non fecero nulla per fermare il massacro. Il tema fondamentale portato dal Segretario Cgil è stata la necessità di una regolamentazione del lavoro al fine di prevenire lo sfruttamento del lavoratore attraverso lo svolgimento dell’attività in nero, la tutela nella sicurezza e alla legalità sul lavoro che ogni anno provoca le cosiddette “morti bianche”, come quella della bracciante agricola Francesca Clemente, mancata durante la torrida estate del 2015 mentre era a lavoro. Questa e tante altre ingiustizie hanno fatto sì che ci si mettesse a lavoro per ottenere quella che oggi è chiamata Legge 199, che introduce controlli e sanzioni amministrative e penali molto severe contro il caporalato e chiunque sfrutti situazioni illegali nel settore dell’agricoltura. Ma questa legge, afferma il Segretario Cgil, funzionerà soltanto quando i lavoratori prenderanno coscienza dei propri diritti e denunceranno sistematicamente coloro che li sfruttano, in modo da fermare questo deprecabile fenomeno.

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