16 aprile: una pagina della nostra storia

© paolo vallarelli – terlizzilive
La cerimonia di ostensione dell’Icona Nera, che avviene una settimana prima del suo viaggio di andata verso Sovereto, è uno degli eventi sacri più importanti per la comunità terlizzese
La pagina di un racconto. Una scena di un nuovo film. Una vecchianfotografia, quasi sbiadita ma sempre in grado di toccare le corde delnnostro cuore, che irradia luci e colori della nostra Storia, dellannostra terra. Una data, quella odierna, che piacevolmente avvolge lancomunità in un immenso abbraccio. Un unico abbraccio che stratificanparole profonde, emozionanti. Un pastorello, una pecora, la leggendandi una Icona che viene dal passato. E gli occhi piccoli e neri di unnbambino che osserva curioso e felice quella pecora, quasi impaurita;nlui le si avvicina e la sfiora dolcemente. n
nTerlizzi, il suo lungometraggio straordinario, un popolo intero chensi inchinerà a Lei, alla Vergine Nera, la Madonna dell’acqua,ndefiniamole come vogliamo. Un caleidoscopio di fede, tradizione,nfolklore che ti passa sulle braccia, regalandoti serenità, pace enqualche brivido. A seguire il lungo cammino del 23 aprile, vicinonormai, troppo vicino. Un cammino itinerante, coinvolgente che sinripete da secoli, quasi fosse crocevia di vite semplici, temprate nelnsacrificio, in uno spazio senza spazio, e in un tempo senza tempo. n
nUn cammino che ogni anno è un rituale: un andare e venire con Leinsulle spalle, o con il sole alto nel cielo, o con le nuvole nerencariche di pioggia, ma sempre diverso, perché diverso è il bagagliondelle nostre esperienze vissute. E diversi sono i ricordi dellannostra vita. Varia e personale è la preghiera che mormoriamo quandonci mettiamo in cammino, magari implorando Lei, per qualcuno vicino annoi che è in difficoltà. Ebbene, la colonna sonora di questo grandenfilm già si propaga nel nostro cuore, quasi fossero tam tam dintamburi lontani che fungono da richiamo. n
nIl film, un nuovo grande film sta per ricominciare. Un lungometraggioninfinito che non stanca, in grado di parlare alla nostra gente, chenarriva da lontano. Un film che sa parlare con parole e fede semplicine non conosce distanze. Scrive, come per magia, il suo copione sullenpagine della nostra vita, marchiandola a fuoco; proietta scene dinfede e devozione su un immaginario e immenso schermo bianco; si nutrenpiacevolmente con la combinazione di due parole: fede e memoria.nIndissolubili. Meravigliose. Irrinunciabili.
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