I “Fiocchetti” di Michelangelo De Santoli al Salone del Mobile milanese

La Redazione
I "Fiocchetti" di Michelangelo De Santoli al Salone del Mobile

Le creazioni in ceramica del giovane artista terlizzese, estrosa sperimentazione tra design, gioco e folclore, sono state selezionate tra le trenta opere che rappresenteranno la Puglia a Milano fino al 9 aprile

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Il giovane designer terlizzese Michelangelo De Santoli è tra i trenta artisti chiamati a rappresentare la Puglia al Salone del Mobile di Milano. 

I “Fiocchetti” di De Santoli sono tra le trenta creazioni originali made in Puglia in esposizione da ieri fino al prossimo 9 aprile nell’ambito della mostra intitolata “Puglia crossing identities”, frutto di un percorso di collaborazione tra 36 designer e 22 imprese: gli uni hanno creato e gli altri hanno prodotto arredi e complementi ispirati al tema dell’accoglienza e della ricettività turistica. 

Michelangelo De Santoli, 24 anni, ha studiato Disegno industriale presso il Politecnico di Bari, dove si è laureato nel 2016. Coordinatore artistico del Circolo Culturale Ad Meridiem – fondato e diretto dal padre, il noto artista e gallerista terlizzese Paolo De Santoli -, il giovane designer è promotore del progetto “Della Ceramica d’Apulia”. 

La mia ricerca – spiega – “tiene conto delle dinamiche della tradizione e delle memorie del territorio e, rivisitandole, coglie degli elementi di contemporaneità anche in funzione della crescente opportunità del turismo culturale”.

“Fiocchetto, gioco aromatico”, questo il titolo completo dell’opera-collezione in mostra a Milano, è un contenitore ceramico di piante aromatiche ispirato al gioco tradizionale della cosiddetta cerbottana a fiocchetti, in voga nei tempi passati. La sua forma riprende quella conica delle munizioni in carta modellata che i ragazzini solevano inserire nella rudimentale e giocosa “arma”.

“Ne deriva un vaso dalla forma conica che potrà essere sospeso nel vuoto o affisso ad una parete o piantato nel terreno”, afferma De Santoli. “L’uso a cui è destinato è quello della coltivazione di piante aromatiche, ed in particolare saranno da preferire quelle autoctone del territorio pugliese, come il timo e il finocchietto. L’idea commerciale è quello di farne un elemento di arredo esterno e interno delle strutture ricettive del nostro Territorio, ma soprattutto un ricordo con cui portare con sé una porzione di Puglia”.

Al recupero dell’idea di gioco sono state affiancate due pratiche tradizionali per la nostra città, la lavorazione della terracotta e della ceramica e il florovivaismo, con specifico interesse per la coltivazione di erbe aromatiche mediterranee. “Ciò che ne consegue – tira le fila il giovane artista – è una nuova idea di vaso domestico, dinamico e pressoché sospeso, contenitore di profumate essenze pronte all’uso. Un’Opera-Oggetto del desiderio ma anche del Ben-Essere”. 

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