“Chi e perché ha ucciso Aldo Moro?”, Gero Grassi in visita al Polo Liceale. Le immagini

Ilenia Stasi
Gero Grassi

Il deputato locale del Partito Democratico ieri mattina ha tenuto una conferenza-seminario sul caso Moro agli studenti delle classi quinte dell’istituto terlizzese

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Il deputato del Pd Gero Grassi ha tenuto al Polo Liceale di Terlizzi una lezione sulla figura di Aldo Moro.

Ieri mattina nell’Auditorium dell’istituto di viale Gramsci gli studenti delle classi quinte hanno incontrato infatti l’onorevole, giunto ormai alla sua 398esima conferenza sul caso, uno dei più grandi misteri politici e giudiziari della Prima Repubblica.

Dopo il benvenuto del Dirigente scolastico Allegretta, che ha ringraziato Grassi per la sua presenza, i numerosi studenti presenti hanno ascoltato le parole incalzanti ed inedite dell’onorevole in merito all’omicidio dello statista Dc e alle innumerevoli contraddizioni emerse dalle recenti indagini sul caso, nonché dal lavoro della Commissione Moro 2, di cui è autorevole membro. 

In primo luogo, Grassi ha evidenziato il grande contributo di Moro in qualità di padre costituente nel promuovere i diritti inviolabili della persona, sottolineando la grande iniziativa, portata avanti in veste di ministro della Pubblica Istruzione, di dare vita negli anni ’50, in accordo con il Direttore Generale della Rai, alla popolare trasmissione tv “Non è mai troppo tardi”, condotta dal maestro Alberto Manzi, con l’intento di ridurre il tasso di analfabetismo in Italia.

Una volta delineato il profilo umano di Aldo Moro, il politico ha posto la sua attenzione su quello che ha definito “l’evento più tragico della storia dell’Italia repubblicana”: Moro fu rapito il 16 marzo 1978 dalle Brigate Rosse in via Fani, a Roma. Dopo 55 estenuanti giorni di detenzione, il 9 maggio il suo corpo fu ritrovato nel bagagliaio di una Renault rossa in via Caetani, in pieno centro. Citando in maniera puntuale atti processuali e documenti ufficiali che fino a poco tempo fa risultavano inaccessibili, Gero Grassi ha messo in evidenza il fatto che le ultime risultanze abbiano nuovamente puntato i riflettori su una vicenda su cui ancora oggi si addensano ombre.

“L’omicidio di Aldo Moro può definirsi un delitto d’abbandono da parte dello Stato”, ha dichiarato l’Onorevole. Uno Stato che – a suo dire – ha voltato alle spalle, non ha difeso e tutelato un “uomo mite e buono” che avrebbe potuto migliorare la vita del popolo italiano. Gli atti processuali, secondo il deputato dem, dimostrano, riportando le testimonianze incongruenti e contraddittorie dei brigatisti processati, che in via Fani, quel 16 marzo 1978, vi erano anche i servizi segreti deviati italiani. Le indagini svolte dalla Commissione d’inchiesta farebbero emergere – a parere di Grassi – rapporti tra la Mafia siciliana, la Banda della Magliana, le Brigate Rosse e diversi politici come Giulio Andreotti ed il Ministro dell’Interno Francesco Cossiga, che si dimise subito dopo la morte di Aldo Moro. Trattativa ci fu, sintetizza Grassi, ma per non salvare Aldo Moro. Ci sono tuttavia ancora molti aspetti da chiarire in un vicenda che a distanza di quarant’anni non può dirsi ancora chiusa.

L’incontro si è rivelato un momento di riflessione e di crescita per gli studenti, grazie all’impegno di un “appassionato ed infaticabile ricercatore di verità” “pro domo omnium”, come recita la targa donata a Grassi dal Dirigente Scolastico Allegretta in segno di gratitudine per l’occasione di arricchimento culturale offerta agli studenti del Polo Liceale.

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