La Sala Studio Zebù, esempio di gestione partecipata del Laboratorio Urbano

© terlizzilive
Nata da una idea del Collettivo nel 2015, è aperta ogni giorno (dalle 9 alle 22) agli studenti in cerca di spazi funzionali allo studio. L’associazione diffonde intanto un questionario su come gli utenti vorrebbero il Mat
Tra le migliori opportunità offerte dal Mat Laboratorio Urbano ai suoi giovani – e meno giovani – utenti vi è certamente la sala studio. Nato da una idea del Collettivo Zebù nel 2015, questo progetto – dicono i ragazzi dell’associazione, che ha recentemente avuto in gestione temporanea il Mat – “rappresenta l’anima di tutti i ragazzi e le ragazze terlizzesi accomunati da un’esigenza impellente, quella di fare qualcosa di utile per se stessi e per la propria città”.
Lo spazio, gestito dagli stessi studenti che la frequentano in collaborazione con il Collettivo, è aperto ogni giorno presso il laboratorio urbano Mat in via Macello dalle 9 alle ore 22.
La ricerca di posti dove studiare è una delle questioni che più affliggono gli studenti, in effetti. Spesso – osservano da Zebù – “le biblioteche hanno orari proibitivi per gli studenti universitari e la ricerca di un posto per studiare assume la connotazione di un’impresa quasi eroica, in particolare in sessione d’esame e in fascia serale”.
La Sala Studio è da questo punto di vista una vera e propria panacea perché rappresenta uno spazio funzionale e confortevole, provvisto di wifi, in cui “si creano le condizioni di scambio di materiali didattici e di mutuo soccorso”, afferma Nico Vallarelli di Zebù, e “ogni studente può aiutare un altro in base alle proprie possibilità e inclinazioni personali”. Insomma “un servizio pubblico gratuito che mira a promuovere anche attività culturali e sociali avendo come obiettivo l’aggregazione e la condivisione dei saperi”.
Il Collettivo Zebù intende mettere in pratica nel laboratorio urbano un ambiente capace di concretizzare le idee, cosa non semplice, con l’obiettivo di migliorare continuamente i servizi e sviluppare un percorso più partecipato con la comunità: “vogliamo provare a creare e promuovere cultura attraverso la partecipazione attiva dei fruitori. È importante che siano gli studenti a cooperare attivamente tra loro per la realizzazione di nuovi modelli di collaborazione dove ognuno riesce ad essere parte determinante di un processo di sviluppo”.
Per questo motivo il Collettivo Zebù sta diffondendo un questionario di poche domande in merito all’idea di laboratorio urbano: “le risposte – è la raccomandazione – saranno utilissime per definire un nuovo laboratorio urbano, come migliorare i servizi adeguandoli ai bisogni del nostro territorio e proporre attività nuove”. Chi volesse, può consultare e compilare il questionario a questo link.
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