Restringimento della sp 231, si va verso la demolizione e la ricostruzione del ponte “Patanella”

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«Eseguite valutazioni geologiche e degli indici di staticità. Appena il bilancio verrà approvato si passerà alla realizzazione del progetto esecutivo. Speriamo nella gara d’appalto entro settembre» spiega l’assessore Cavone
A chi non è capitato di percorrere la ex statale 98 e chiedersi come mai da così tanto tempo c’è un restringimento lungo la carreggiata all’altezza di Ruvo di Puglia? Una situazione che prima riguardava solo la corsia in direzione Bari e che da un po’ è stata estesa anche nel senso di marcia opposto.
Ne abbiamo chiesto il motivo a Pasquale Pomodoro, unico consigliere della Città metropolitana coratino. «Si tratta di una forma di cautela, a garanzia della sicurezza dei cittadini. Su quel tratto di strada è necessario evitare un carico di peso eccessivo perché nella parte sottostante è presente un viadotto».
Del ponte “Patanella” – così come tanti chiamano quel viadotto – si parla già da tempo. Risale infatti al 2012 il protocollo d’intesa siglato fra l’allora presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, e il sindaco dell’epoca del Comune di Ruvo di Puglia, Vito Ottombrini.
Così come riporta RuvoLive.it in un articolo dell’epoca, la convenzione prevedeva una spesa di 1,6milioni di euro per la demolizione e ricostruzione del ponte e l’adeguamento strutturale della strada comunale sottostante denominata “Patanella”. Solo 240mila euro dovevano essere a carico del Comune di Ruvo sul cui territorio insiste il ponte, mentre il resto spettava alla Provincia.
Il protocollo, inoltre, prevedeva l’adeguamento funzionale della tratta sottopassante il ponte interessato; la realizzazione di un impianto di pubblica illuminazione dell’area interessata; la pavimentazione delle tratte stradali di nuova realizzazione con l’impiego di materiale per migliorare l’aderenza dei veicoli in transito e ridurre al minimo la possibilità di allagamenti; la sistemazione della segnaletica stradale, orizzontale e verticale.
Cosa è accaduto dal 2012 ad oggi?
nA spiegare tutti i dettagli e gli sviluppi della vicenda è Michelangelo Cavone, consigliere delegato alla viabilità e ai trasporti della Città metropolitana.
«Sono stati eseguiti i calcoli strutturali ed è emersa la necessità di una spesa superiore a quella messa in conto all’inizio. Occorrono altri 800mila euro, si deve raggiungere il totale di 2,4milioni di euro. Un cifra che ha reso necessario un nuovo progetto preliminare, approvato da Decaro proprio la settimana scorsa».
Per pubblicare il bando di gara finalizzato ad affidare i lavori «si deve poter disporre delle risorse economiche. La Città metropolitana – aggiunge Cavone – è riuscita ad assicurare la copertura finanziaria dell’opera recuperando gli altri 560mila euro dal piano triennale delle opere pubbliche che andremo ad approvare entro marzo con il bilancio.
I nostri 560mila euro, uniti ai 240mila deliberati ad ottobre dalla Regione dopo non poche richieste fatte anche da me personalmente all’assessore Giannini, assicurano la disponibilità dei 2,4milioni di euro indispensabili per i lavori».
«Avendo già fatto tutte le valutazioni geologiche e relative agli indici di staticità – aggiunge Cavone – appena il bilancio verrà approvato, gli uffici potranno procedere con la realizzazione del progetto esecutivo. Considerati i tempi burocratici necessari, speriamo di poter arrivare a indire la gara d’appalto entro settembre».
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