“Repubblica” scopre le bellezze di Terlizzi e Sovereto

La Redazione
terlizzi dall'alto

Il “musico viandante” molfettese – residente da anni a Sovereto – Giovannangelo de Gennaro ha accompagnato la giornalista di “Repubblica” Antonella Gaeta a spasso per la città e i suoi storici casali

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La Cattedrale, il Portale di Anseramo, la Torre Normanna, il borgo di Sovereto, il casale di Cesano, finanche le fornaci storiche della città.

Giovannangelo de Gennaro, musico viandante molfettese (come ama definirsi lui) residente da anni a Sovereto, ha accompagnato la giornalista di “Repubblica” Antonella Gaeta a spasso per Terlizzi, in un tour guidato per le maggiori bellezze artistico-culturali della città. Il servizio, corredato di video nella versione on line del prestigioso quotidiano, è uscito oggi sulle pagine culturali dell’edizione barese.

Camminatore ed esperto di Medioevo musicale, de Gennaro si è trasferito da qualche anno nella frazione di Sovereto, trovando “la sua dimensione ideale qui in questo piccolo borgo di 52 anime appena”, come scrive Antonella Gaeta. 

La visita è cominciata dall’alto, come nella tradizione dei geografi, con una scalata panoramica – 180 gradini – alla Torre normanna, in piazza Cavour. Poi ha fatto tappa presso il portale della vecchia cattedrale romanica, eseguito dal maestro tranese, quindi alla chiesa neoclassica votata a San Michele Arcangelo e a Santa Maria la Nova, con il chiostro splendidamente affrescato e recuperato da qualche anno.

Spazio anche alle tradizioni artigianali della città, con una breve intervista al titolare della fornace D’Aniello. Infine una sortita fuori dalle “mura”, prima al santuario di Santa Maria di Cesano, poi all’insediamento soveretano, di cui de Gennaro ha lodato le peculiari arance amare, che crescono nei giardini storici del borgo. 

“Da qui passava la Francigena del Sud, sulla Appia Traiana poco distante – scrive ancora “Repubblica” -. Qui c’è il santuario di Santa Maria di Sovereto che ha affreschi duecenteschi nascosti dietro la pala dell’altare (vi si accedere da una porticina), lastre tombali dei monaci e un omphalos, un centro di energia terrestre. Di fronte c’è l’antico hospitale dei cavalieri gestito dai Gerosolimitani, forse ancora prima dai Templari, vi sostavano pellegrini e cavalieri verso la Terrasanta”.

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